L’unica forma scritta esatta da poter usare è“riciclare”. Questa forma è ufficializzata nella lingua italiana dal 1959, anno in cui è stata attestata.
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Pannelli in vetro anti covid dispositivi e arredamento
Durante la pandemia si è corsi tutti ai ripari per poter rendere utilizzabili gli ambienti lavorativi messi in discussione dalla presenza del COVID 19. Non solo barriere protettive, ma nuove modalità di sfruttamento dello spazio: questo il concetto primario di questa nuova linea, che nasce in un momento di emergenza ma si differenzia dalle altre non esaurendosi con esso. Affiancare l’esigenza di proteggersi ad un’estetica raffinata o a funzionalità ulteriori (piani espositivi, piani di appoggio, spazi contenitivi) permette ad ogni unità di superare la necessità e di avere un suo scopo ulteriore, diventando un complemento d’arredo duraturo nel tempo. Queste barriere sono un efficace freno alla diffusione del corona virus ( covid 19) che avviene tramite droplett cioè tramite la diffusione delle goccioline di saliva.
Queste barrire bloccano proprio questo tipo di diffusione. Anche se la pandemia è finita, una barriera antivirus è sempre utile ed efficace per limitare la diffusione di questi patogeni.
Caratteristiche generali
Strutture portanti in alluminio
Vetri temperati
Guarnizioni a tenuta nascoste nel telaio Pannellature in laminato.
A richiesta è possibile realizzare ogni modello con finiture diverse, sia per le parti in alluminio (verniciature a pol- vere / trattamenti superficiali) che per le parti in laminato (tinte legno o piatte); per maggiori informazioni fare riferimento ad info@artigrafiche3g.com
Se volete proteggere i vostri dipendenti con delle belle ed eleganti vetrate, contattateci per avere un preventivo preciso e dettagliato.
Risolverete il problema offrendo ai vostri dipendenti un ambiente più salubre
Glossario per packaging e per cartotecnica
Un breve elenco di (quasi) tutti i termi tecnici del nostro settore.
E’ importante usare la terminologia corretta per avere una comprensione maggiore tra il produttore e il cliente finale.
Abbondanza: è lo spazio necessario oltre la line di taglio per avere la sicurezza che il lavoro grafico non venga tagliato o che non si veda il rifilo bianco. Di solito è 3 mm.
Accoppiatura: fase della lavorazione che consente di accoppiare di solito un cartone gr 250 al microonda o all’onda nuda.
Astucci : packaging , normalmente incollato sul lato, che consente di proteggere il prodotto.
Realizzato in cartone teso o microonda.
Avviamento maccchina: fase di partenza della lavorazione che è un costo fisso. E’ tipica della stampa offset, della fustellatura, della incollatura.
Campione cliente: Campione fornito dal cliente o fac simile realizzato per farlo visionare.
Cartone teso:Si definiscono cartoncino e/o cartone teso i materiali cellulosici monopatinati, bipatinati o non patinati, con grammatura compresa fra 200 e 700 g/mq, non ondulati e destinati alla fabbricazione di astucci, scatole e contenitori pieghevoli, incollati o stesi.
Cartone ondulato: l cartone ondulato viene usato soprattutto nel settore degli imballaggi. Nella sua forma più semplice è costituito da due superfici di carta piana dette copertine che racchiudono una carta ondulata e che si legano tra loro con l’utilizzo di collanti naturali. È questa azione combinata delle copertine con l’onda interna che conferisce rigidità e resistenza all’insieme e ne determina l’efficacia nel confezionamento e nel trasporto delle merci.
Cartotecnica: lavorazione su carta e cartone al fine di fornire un valore aggiunto al prodotto.
Cianografica: Prova su carta della parte grafica del prodotto da realizzare, da fornire al cliente per l’approvazione. Non rende fedelmente il colore, ma serve per farsi una idea di come e cosa verrà stampato sul foglio macchina.
Clichè: stampo in metallo, necessario per alcuni tipi di stampa.
Colla a caldo: Preparato granulare o a panetti che, sciolto in appositi fusori alla temperatura di 160/180° C, può essere trasferito sui punti di incollaggio.
Colla vinilica: Adesivo a freddo, a base d’acqua, atto all’incollaggio.
Commessa: documento che contiene tutte le informazioni del lavoro.
Cordonatura: Operazione che prepara la successiva piegatura. La sua funzione consiste nell’indebolire il cartone lungo linee ben definite. Viene effettuata da una sottile lama di acciaio e da una scanalatura intagliata con precisione nella matrice.
Crocino – Croce cerchiata a bordo stampa utilizzata come riferimento per la centratura cromatica.
Cromalin – Anche detto prova colore chimica o prova digitale. È una prova di stampa riprodotta su apposito supporto.
Disegno tecnico – Riproduzione in piano e in scala dello sviluppo del prodotto opportunamente quotato (disegni realizzati con Autocad o Artioscad i cui file hanno estensione .DWG, .DXF o .ARD).
Estrattore – Accessorio per fustella piana. Ha la funzione di facilitare l’estrazione degli sfridi interni ed esterni della sagoma tagliata dalla fustella.
Filetto cordonatore – Lama d’acciaio di diversi spessori e altezze che non presenta bordi affilati. Opportunamente tagliata e sagomata viene fissata su una base di legno.
Filetto da taglio – Lama in acciaio di diversi spessori e altezze che presenta un bordo affilato. Opportunamente tagliata e sagomata viene fissata alla base lignea della fustella.
Finestratura – Fase di lavorazione cartotecnica che permette di applicare su astucci o scatole delle sagome di materiale plastico trasparente in modo da formare una finestra attraverso la quale si può vedere il prodotto.
Flessografia – La flessografia, più comunemente chiamata flexo, è un metodo di stampa rotativa diretta che usa lastre matrici a rilievo di gomma o di materiali fotopolimerici.
Foil – Film di materiale plastico, allestito in bobina, che supporta un preparato di vari colori (argento, oro e altre pigmentazioni).
Fustella – Utensile composto da lame d’acciaio, saldamente affrancate a una base lignea secondo un tracciato predeterminato in funzione del taglio e della piegatura del cartone. È un utensile senza asportazione di truciolo e viene normalmente utilizzata per la realizzazione di astucci o scatole. È realizzata su base piana e pertanto è denominata fustella piana o americana.
Fustella laser – Accessorio di legno multistrato spesso 18 mm, la cui superficie è stata preparata per il montaggio delle lame tramite la realizzazione di tagli effettuati con macchina automatica a raggio laser.
Fustella Pilota – Fustella piana utile a preparare una campionatura che presenta una sola posa completa (filetto e cordone).
Fustellato steso – Posa o sagoma piana non incollata.
Fustellatura – Fase della lavorazione cartotecnica che effettua taglio, rilievo e altri tipi di trattamento del foglio di cartone.
Impianto stampa – L’insieme dei file che occorrono per la realizzazione del prodotto nella sua completezza.
Incollatura – Fase di lavorazione cartotecnica che, tramite l’unione e l’incollatura dei due lembi dell’astuccio o della scatola, completa la lavorazione rendendo il prodotto utilizzabile o idoneo agli scopi previsti.
Messa in macchina – Raccolta della documentazione per dare inizio alla lavorazione.
Packaging cartonato – Prodotto la cui copertina è formata da una plancia accoppiata a cartone pesto di vario spessore.
Piega – È la linea che indica le pieghe (cordonature) della fustella. È consigliabile rimanere a 3/5 mm di distanza per evitare di stampare testo e immagini proprio sulle pieghe.
Piegaincolla – La piega-incollatura dell’astuccio o del fustellato rappresenta una fase opzionale della lavorazione cartotecnica; si rende, infatti, necessaria solo quando il fustellato in questione sia da montare, a mano o in automatico. Le piegaincollatrici rappresentano, infatti, l’ultimo anello della catena di produzione cartotecnica e permettono di produrre in linea, ad alte velocità, tutte le tipologie di imballaggio.
Pinza – Lato del foglio (generalmente il lato lungo) che viene afferrato dalle pinze della macchina da stampa e della fustellatrice.
Pose – Numero di pezzi presenti su un foglio.
Preavviamento – Tutte le operazioni effettuate fuori macchina atte a favorire o snellire la fase di avviamento.
Resa – Numero di pose con la stessa sagoma presenti sullo stesso foglio.
Resa mista – Indica una distribuzione di stampa in cui sono presenti sagome di forma o con grafica diversa.
Sagoma – Perimetro di un prodotto cartotecnico (astucci, scatole ecc.).
Scatola da imballo – Imballo di tipo americano realizzato in cartone ondulato a una o più onde.
Scatola rigida – Scatola realizzata con carta, monopatinata o speciale di grammatura fino a un massimo di 200 gr/mq., accoppiata a cartone ondulato.
Squadra – Lato del foglio (generalmente quello corto) che viene accompagnato sul registro squadra della macchina da stampa e della fustellatrice.
Standard Color – Riferimento cromatico o colore speciale Pantone fornito per indicazione.
Taglio – Indica la linea di taglio della fustella. È consigliabile mantenere ad almeno 3 mm di distanza da questa linea oggetti, testi e informazioni importanti.
Tracciato o Lucido – Disegno completo della fustella in scala 1:1, normalmente realizzato con plotter su fogli di materiale traslucido, preparato dal fustellificio o dalla progettazione.
Zona di incollatura – Indica la zona riservata alla colla. È importante lasciarla libera dalla grafica che altrimenti verrebbe coperta dalla patella di incollatura.
Ti serve una consulenza o un preventivo sul packaging?
L’impatto ambientale del packaging è un fattore che influenza il 43% dei consumatori nella scelta dei prodotti alimentari. Il 48% dichiara infatti di non acquistare prodotti che presentano eccesso di imballaggi. Il 22% di aver ridotto l’acquisto di prodotti con imballaggio in plastica, il 23% di aver aumentato l’acquisto di prodotti sfusi.
I consumatori cercano packaging più ecosostenibili, ma il 41% non è disposto a pagare di più. A questi si aggiunge un ulteriore 26% che dichiara una disponibilità scarsa a sostenere un differenziale. Questo perché per il 99% dei consumatori è un dovere dell’industria e dei retailer produrre un impegno a proporre packaging a minor impatto ambientale.
I dati
Sono i principali dati dell’indagine Nomisma dell’Osservatorio Packaging del Largo Consumo, dedicati alle tendenze in tema di acquisto e consumo sostenibile, presentati al Forum Internazionale sulla sostenibilità della produzione industriale Packaging speaks green promosso da Ucima e Fondazione Fico , che si è tenuto il 20 e 21 febbraio a Bologna.
Dall’indagine si evince che in ambito food & beverage la sostenibilità del prodotto (prodotti eco-friendly, a basso impatto ambientale…) rappresenta oggi il secondo fattore (36% delle indicazioni) come driver di acquisto principale, dopo la qualità del prodotto (44% dei responsabili acquisti).
Ma quali sono le caratteristiche che per il consumatore rendono sostenibile un prodotto?Qual’è l’impatto ambientale del packaging? Essere biologico (42% dei responsabili acquisto individua il marchio bio come principale espressione di sostenibilità), avere una confezione fatta con materiali riciclati o a basso impatto ambientale (37%), derivare da un processo produttivo che utilizza fonti rinnovabili (31%) o con basso consumo di energia/acqua (18%), che garantisce il giusto reddito a chi lo produce (24%).
Se volete un preventivo per del packaging eco-sostenibile ed eco- compatibile
contattateci!!
L’unica forma scritta esatta da poter usare è“riciclare”. Questa forma è ufficializzata nella lingua italiana dal 1959, anno in cui è stata attestata.
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A creare confusione è il fatto che in francese e in inglese la forma usata per indicare questo verbo è “recycler” e, rispettivamente, “recycle”. La vicinanza culturale, linguistica e identitaria tra il popolo francese e il popolo italiano fa il resto del gioco.
In poche parole siamo influenzati dal fatto che in francese ma soprattutto in inglese, la parola “riciclare” porti la “e” dove in italiano invece c’è la “i”. Questa dinamica riguarda non solo i nostri vicini francesi e inglesi, anche in Spagna e in Portogallo, ad esempio, viene usata la forma con la “e” in “reciclar”.
Ma la lista delle lingue europee che usano la “e” nella parola “riciclare” non finisce qua. C’è anche il tedesco, ad esempio, che con il verbo “recyceln” prende parte al grande insieme delle lingue che non usano la “i”.
In questo contesto, sostanzialmente l’italiano si trova in netta minoranza rispetto al resto dell’Europa dove perfino una lingua diversa da tutte le altre come il ceco, usa la “e” per la sua parola “recyklovat”, che vuol dire, appunto, riciclare.
Altra motivazione è il fatto che il prefisso “ri” deriva dal latino “re” e quindi il suo naturale sviluppo sarebbe stato quello di evolversi dal latino conservando la forma “re”, invece nel corso della storia si è avuta una modifica che poi è stata infine attestata nel 1959.
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Scatole ricoperte, scatole a marmotta. Pregi e difetti, similitudini e differenze.
Le scatole ricoperte hanno la caratteristica di far risaltare e valorizzare il prodotto. E’ una sorta di confezione regalo che offre eleganza e robustezza al vostro prodotto.
Eleganti scatole composte dal fondo e dal coperchio, realizzate in cartone rigido rivestite con qualsiasi tipo di carta, finta pelle raffinati velluti, tela e sete da legatoria. Gli spessori utilizzabili del cartone utilizzato vanno da 1 a 4 mm con possibilità di personalizzare anche delle parti interne.
Le scatole a marmotta sono l’evoluzione delle semplici scatole rettangolari/quadrate utilizzate da chi ama distinguersi.
Nella scatola a marmotta il coperchio ricopre l’intera base regalando l’immagine di un prodotto di classe nonostante i costi restino sostanzialmente invariati rispetto alle gemelle con coperchio più basso.
Di recente le nuove tecnologie ci permettono di produrle anche con spigolo vivo come quelle utilizzate da importanti marchi nel settore dell’informatica e telefonia.
Rispetto alle scatole di cartone in cartotecnica risultano più eleganti. Hanno però anche dei punti deboli: il volume (sono già montate ) e il costo.
Una eterna lotta tra due punti di vista.
Siamo in grado di produrle ad ottimi prezzi entrambe.
Fate una scelta ponderata in base alle vostre reali necessità.
Sicuramente se avete una reale necessità di budget le scatole
Alla luce di tute queste informazioni possiamo consigliare al meglio il nostro cliente.
Check list per il packaging nell’eCommerce.
Le principali linee guida sono:
Le linee guida e il codice di Autodisciplina sono destinate alle aziende che vendono online, agli operatori della logistica e dei trasporti per l’eCommerce e ai produttori di beni che intendono migliorare il loro impatto ambientale.
Tutto questo vi sarà utile in un momento in cui una percentuale elevata delle vendite passa dal fisico all’on line.
Avere un packaging strutturato per la spedizione on line è essenziale per non restare indietro in questo moderna corsa all’oro. Infatti sempre più aziende focalizzano su questo importante canale di vendita il loro sforzi.
L’importanza del packaging nell’eCommerce… una cosa impensabile solo 12/15 anni fa.
Il packaging copre un ruolo chiave.
Packaging ed eCommerce.
Secondo diversi studi di ricerca, chi acquista un prodotto è sempre più attento ai materiali con cui questo è imballato, confezionato, spedito, privilegiando nella scelta i brand che impiegano packaging ecosostenibili.
La maggior parte dei consumatori infatti è ben contenta di spender di più per un oggetto con un imballaggio riciclabile ed ecosostenibile.
Il 51 % dei Millenials cerca le indicazioni precise e i simboli che spieghino come riciclare le confezioni e la provenienza sostenibile dei materiali di produzione.
Con l’aumento delle vendite on line si pone un altro problema.
Infatti il prodotto, già dotato del proprio packaging, necessita di un ulteriore packaging che ne garantisca l’incolumità durante il trasporto.
La crescita stessa dell’ecommerce sta impattando pesantemente sul sistema packaging, aumentandone i volumi e modificandone i flussi con importanti conseguenze nella gestione del ciclo di vita degli imballaggi.
Il tema è attuale e sentito molto nei grandi centri urbani.
E’ così molto importante sviluppare una filiera digitale attenta ai valori di sostenibilità ambientale per coniugare il giusto packaging ed eCommerce.
Tutto ciò sta rivoluzionando il mondo delle spedizioni, perchè sta rendendo più lunga ed articolata la catena di consegna merci, che coinvolge un numero elevato di operatori: non solo più produttori, corrieri e clienti, ma anche hub logistici, società di e-fulfilment, punti di ritiro e restituzioni delle merci.
Una complessità che accresce il rischio di inefficienza e l’impatto sull’ambiente.
Aziende come la nostra offrono al cliente diverse soluzioni per mitigare questo impatto, offerendo la possibilità di usare cartoni prodotti con materiale riciclato e riciclabile.
Nobilitazione su carta e cartone che passione!
Un buon packaging valorizza il vostro prodotto. Di solito per impreziosire il packaging si pensa alla vernice offset, o alla plastificazione, lucida, opaca o al massimo alla soft touch.
Invece ci sono molti altre possibilità che oltre che visivamente il consumatore è coinvolto nell’acquisto tramite altri sensi.
Il primo, dopo la vista, è il tatto. Plastiche soft touch, vernici ruvide conferiscono al consumatore altri stimoli per coinvolgerlo maggiormente nella scelta che molte volte viene di impulso,
E’ possibile effettuare plastificazione, laminazione in bobina con argento, oro, olografici, verniciatura UV offset, serigrafica con vernice ed effetti speciali, stampa a caldo e in rilievo.
E molto altro ancora: tutto per il packaging del lusso, brand della moda, dell’editoria e dell’industria cosmetica e farmaceutica.
Tutto affinchè il vostro prodotto possa brillare di luce propria.
Di seguito alcuni esempi.
LOV
cartone nero, plastificato, con uv serigrafico. Glitter argentato a rilievo.
Piume
Colori intensi su sfondo bianco: quando la nobilitazione sa essere elegante, con rilievo delle piume tono su tono, ma al tempo stessa esplosiva, con l’intensità dei toni di verde metallico e blu opaco o con la scintillante profondità del glitter,
Per mostrare che si possono fare alla carta personalità diverse usando con maestria e creatività luci ed ombre, colori vivaci effetti lucidi ed opachi.
Corona Oro
Lavorazioni
offset pantone 305
offset pantone 313
stampa serigrafica bianca opaco
stampa serigrafica rosso spessorato lucido
serigrafica lucida UV e a registro
stampa caldo oro opaco
Corona Rosa
In effetti è possibile impreziosire i vostri stampati con svariate tecniche, purché effettuate nella maniera corretta. Ecco alcuni semplici esempi:
Stampa offset in 3 pantoni
Stampaggio a caldo transparente perla
serigrafica effetto ruvido
rilievo
rilievo artistico
VERNICE RUBBERING
Ed ecco che si incrociano sapientemente due sensi.
La vista con una perfetta stampa effetto legno e il tatto con la porosità effetto legno data dalla vernice rubbering
Rilievo e argento
Effetto rilievo di spessore con argento per valorizzare il vs logo
Rilievo in oro
Glitter rosa
Dona effetto lucido e brillante.
L’arte del Mockup.
Il mockup è l’attività di riprodurre un oggetto o modello in scala ridotta o maggiorata. E’ il prototipo che il cliente richiede per vedere e toccare con mano la sua idea di packaging.
Molti clienti partono da una idea, da una intuizione da voler realizzare. All’interno della nostra azienda, personale qualificato, con decenni di esperienza, guida il cliente verso il packaging perfetto.
Si parte da una piccola intervista o serie di domande per capire quale sia la reale funzione del packaging. Avere l’obiettivo chiaro è molto importante.
Molte volte la sfida è ardua. Il nostro personale deve fare dei miracoli in quanto il packaging richiesto deve esser bello, resistente, accattivante e costare poco. Come dice il proverbio, “la botte piena e la moglie ubriaca”.
Ma proprio nelle sfide più difficili si trova maggior soddisfazione. E grazie alla nostra decennale esperienza il desiderio si trasforma in realtà.
La seconda scelta riguarda il tipo di materiale ( carta, cartone nelle diverse qualità) il tipo di stampa ( offset o digitale, in quadricromia o a pantoni) e la finitura ( lucida o opaca, vernice o plastificazione).
La nostra consulenza inoltre avviene anche sull’aspetto del prezzo. Molte volte i grafici consigliamo bene i clienti per la parte di loro competenza ma poi si perdono nelle fasi di realizzazione.
In questo caso interveniamo noi , offerendo il miglior rapporto qualità prezzo, con soluzioni innovative.
Definite le misure e il tipo di materiale si cerca di fornire un prototipo il più reale possibile.
Qui sul nostro sito una serie di campionature viste e approvate dai clienti.
Proprio per questo, nell’era di internet e delle call, una visita presso il nostro stabilimento vi farà toccare con mano, materiali, scatole, prototipi che serviranno nel condurvi verso la scelta finale.
Se hai bisogno di una consulenza gratuita e di un preventivo dettagliato scrivici pure e contattaci!
Birra artigianale e packaging.
Se avete deciso di iniziare la vostra attività di birrai in proprio, sappiate che siete in bella compagnia: sono circa 650 i microbirrifici censiti in Italia, di cui circa 200 nati negli ultimi tre anni. La loro produzione media di circa 450-500 ettolitri a birrificio. Un dato che in realtà nasconde differenze enormi: solo 4 o 5 di questi superano i 10mila ettolitri annui, alcune decine i 2.500 ettolitri, un buon numero si colloca entro i 1.000 e 1.500 ettolitri, ma la maggior parte è ben al di sotto di questa cifra. Ma non lasciatevi scoraggiare dalla concorrenza: il consumo di birra in Italia è in costante aumento e ha raggiunto nel 2014 i 17,7 milioni di ettolitri, secondo AssoBirra, con un export di 2 milioni di ettolitri. Senza contare che i gusti dei consumatori si fanno via via più raffinati, alla ricerca di sapori distintivi e prodotti veramente genuini.
«L’investimento iniziale non è poca cosa ma ovviamente dipende da che cosa si vuole fare. Fa molta differenza progettare di partire con un’attività che produrrà 1.000 ettolitri oppure 100mila».
Diciamo, però, che difficilmente chi parte comincia con un progetto eccessivamente ambizioso. Anche perché spesso mancano proprio i capitali. Quindi, proviamo a fare i conti con un impianto di piccole dimensioni. «Per l’acquisto dei macchinari – prosegue – è prassi prenderli usati da chi sta rinnovando o ingrandendo le linee. Facendo l’ipotesi di arrivare a produrre entro 2-3 anni circa 1.000 ettolitri, i costi di impiantistica, seppure di seconda mano, si aggirano intorno ai 120-150mila euro. Che chiaramente salgono, se si vuole un impianto personalizzato, produrre subito più tipologie di birra, avere un’imbottigliamento semi-automatizzato… Le variabili sono molte. A questi costi si deve aggiungere un capannone, sui 350 mq, dove collocare l’impianto, supponiamo in affitto, per iniziare. Poi gli allacci, le materie prime, i permessi… Alla fine, al di sotto di 200mila euro è difficile stare».
Dal punto di vista normativo, non sono richiesti particolari titoli di studio per aprire un birrificio. Basta rispettare le leggi previste per il settore alimentare. «Trattandosi di alimenti il corpus di leggi non è paragonabile a quello di nessun altro settore, forse solo il farmaceutico. «Senza contare tutti gli orpelli burocratici legati alle accise. In media si deve dedicare almeno un giorno a settimana a tempo pieno più 40 minuti circa ogni giorno solo per ottemperare agli adempimenti burocratici. E per settimana intendo sette giorni, perché nel birrificio si lavora sempre». I tempi per adempiere a tutti i permessi e controlli delle autorità per l’apertura, poi, variano da sei settimane a sei mesi a seconda delle zone d’Italia.
Se entro un paio di anni si arriva a un ritorno sul capitale investito che permetta di pagare lo stipendio a sé e a un collaboratore, possiamo dire che si è fuori dal guado». Ma è sempre più difficile stabilire un break even: il mercato si fa più competitivo di anno in anno e il consumatore sempre più sofisticato e difficile da fidelizzare. «Per concludere vorrei dare un ultimo avvertimento: non pensate di arricchirvi con i microbirrifici. I margini sul fatturato sono molto limitati. Con un’offerta così ampia, anche i negozi specializzati hanno imparato a selezionare in modo molto rigido i cosiddetti “nuovi arrivati” e per avere successo è sempre più discriminante presentarsi con prodotti distintivi e qualitativamente impeccabili. Non ci si può improvvisare.
Per distinguersi dalla concorrenza sempre più aggressiva bisogna puntare su un piano marketing strutturato e efficace. Un packaging ben pensato e ben realizzato sarà la vostra arma vincente. Avere sul bancone del pub o del bar o ancora meglio sul tavolino del cliente un espositore, di pochi centimetri ma di alto impatto visivo è una mossa vincente. Con pochi centesimi al pezzo si avrà un forte ritorno economico.