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Club Carta e Cartoni: la sostenibilità delle aziende utilizzatrici passa dal packaging

imballo

Il Club Carta e Cartoni di Comieco è diventato un punto di riferimento e di aggiornamento per le aziende utilizzatrici interessate all’innovazione del packaging cellulosico. La mission del Club Carta e Cartoni è da un lato essere un centro di conoscenza e un autorevole punto di riferimento per tutto quello che riguarda il packaging in […]

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Valorizzazione della vostra immagine aziendale

Al giorno d’oggi, lasciare una buona impressione al cliente è fondamentale.

Diversi trattati di marketing indicano come fondamentali i primi 5 minuti con il cliente. Ci giochiamo tutto nei primi 5 minuti.

Cosa verissima. Ma anche il ricordo che gli lasciamo è fondamentale, soprattutto quando si tratta di scelte importanti da ponderare.

Sono proprio queste le scelte importanti per i venditori. Sono le scelte pesanti, quella che fanno variare il fatturato.

Per questo è necessario che si lasci al cliente, anche solo in fase di preventivazione, un buon ricordo, qualcosa che mostri la solidità, la serietà della vostra azienda.

Questo è fattibile tramite la stampa di cartellette personalizzate della vostra azienda. Questo semplice oggetto contiene non solo il vostro preventivo, ma è anche un rifugio sicuro per il vostro biglietto da visita e crea valore aggiunto, essendo personalizzabile.

Nella personalizzazione è possibile “spingere” su alcuni argomenti di maggior interesse per la vostra azienda.

Pensiamo ad esempio agli optional o ai servizi post vendita per una concessionaria di auto.

Tutto ciò a pochi centesimi per cliente.

Affidatevi a noi per progettare la cartelletta che fa al caso vostro.

“ Chi smette di fare pubblicità per risparmiar e soldi, è come se fermasse l’orologio per risparmiare tempo”

cit. Henry Ford

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Carta in ripresa nel 2017

assocarta

Carta in ripresa nel 2017 (fatturato +5,9%) e nel primo quadrimestre 2018 (+ 6,5%) a parziale recupero dei rincari a due cifre delle cellulose.

Il 22 giugno 2018 si è svolta a Roma l’assemblea annuale di Assocarta dove il Presidente, Girolamo Marchi, ha fatto “il punto” sull’andamento del settore e il suo ruolo nell’economia circolare, e presentato i risultati del Rapporto Ambientale 2018.

 

La produzione dell’industria cartaria italiana nel primo quadrimestre 2018 è cresciuta dell’1,5% (+3,3% le carte per usi igienico-sanitari, +2,3% il packaging, +3,9% le carte speciali, -1,1% le carte grafiche) così come il fatturato, aumentato del 6,5%, a parziale recupero dei rincari record dei prezzi delle cellulose, sia a fibra lunga NBSK (+48% dal dicembre 2016) che a fibra corta BHK (+62% dal dicembre 2016). Quello delle cellulose è un mercato in cui i produttori sono sempre più concentrati (si veda la fusione di Fibria-Suzano, fornitori di oltre il 50% di cellulosa al mercato globale)” afferma il Presidente Girolamo Marchi. “Sotto il profilo della circolarità migliorano le performance” aggiunge Marchi “con un incremento del 2,2% del consumo di carta da riciclare, prossimo ai 5 milioni di tonnellate l’anno”.

 

La congiuntura del quadrimestre è in linea con la buona chiusura del 2017 che ha realizzato una produzione di 9,1 milioni di tonnellate di carta e cartone (+2,1% 2017/2016) e generato un fatturato di 7,41 miliardi di € (+5,9% 2017/2016), il migliore conseguito rispetto ai livelli pre-crisi (7,7 miliardi di Euro nel 2007).
“L’industria cartaria vive un periodo di congiuntura positiva ma è necessario che le cartiere italiane possano operare in condizioni di parità rispetto ai competitors europei. Il settore chiede, infatti, agli interlocutori politici niente più che le condizioni di costo per l’acquisto del gas dei concorrenti (Francia e Germania) oltre al definitivo varo del meccanismo di riduzione degli oneri parafiscali sia con l’ampliamento delle interconnessioni con il Nord Europa (TENP) e i Balcani (TAP)” dichiara Marchi ”Il TAP mette al sicuro l’Italia e è indispensabile all’industria per continuare a riciclare e fare economia circolare”. Tanto più indispensabile se si considera che il settore non può utilizzare i propri scarti, come fanno i concorrenti esteri (ad esempio la Germania) per produrre energia.

 

“E’ urgente” insiste Marchi “realizzare termovalorizzatori che recuperino energeticamente gli scarti del riciclo dando attuazione ai principi dell’economia circolare. Dev’essere obbligatorio considerare nella pianificazione regionale e provinciale il recupero di questi scarti”. Solo il 29% dei rifiuti vengono termo-valorizzati, rispetto a una media europea del 46% e a fronte di un conferimento in discarica degli stessi del 22% (media europea 4%).

 

“Oltre al fatturato” aggiunge Marchi “nel 2017 è cresciuta l’importanza che gli italiani attribuiscono alla carta (dal 46,5% dell’anno precedente al 54% degli intervistati) in base a una recente indagine condotta da Astra Ricerche per Comieco ed è in aumento anche la fiducia degli imprenditori del settore che, nel 2017, hanno investito il 5,7% del fatturato a fronte di una media italiana di investimento che raggiunge il 4%”.

 

Vanno segnalati in particolare gli investimenti fatti per la conversione di impianti dalla produzione di carte grafiche all’imballaggio, con conseguente ampliamento della già elevata capacità di riciclo. Se consideriamo, infatti, il tasso di circolarità (rapporto tra materiali riciclati e uso complessivo delle materie prime) il cartario registra un + 55% con punte dell’80% nelle carte per imballaggio mentre la media italiana è al 17,8% e quella europea all’11,4%.

 

Il settore cartario” spiega Marchi “oltre che al riciclo della carta, da sempre è impegnato nell’utilizzo attento e sostenibile dello stock di beni che costituiscono il capitale naturale come acqua, foreste e aria, per la tutela delle generazioni future. Tale impegno è riassunto nella 19° edizione del rapporto ambientale Assocarta diffuso oggi. Nell’industria cartaria, spesso indicata quale responsabile di deforestazione, l’84% della pasta per carta vergine impiegata dalle cartiere italiane sono dotati di certificazione forestale.”
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Imballi in cartone

Comieco mette a disposizione una serie di facili strumenti che permettono di affrontare le diverse fasi di progettazione, realizzazione e successiva comunicazione delle migliorie ambientali dei loro packaging.
Il primo passo è sicuramente partire dall’analisi di un imballaggio esistente per verificare se sono possibili delle ottimizzazione.
Grazie al lavoro di ricerca svolto a partire dal 2010 dall’Università Iuav di Venezia per Comieco, qualche anno fa, ma sempre attuale, è nato uno strumento utile nell’approccio ad ogni nuovo progetto di imballaggio che può essere utilizzato anche come revisione dello stato di avanzamento o del percorso di miglioramento ambientale e sociale di un proprio imballaggio. Questo strumento è una checklist realizzata per essere facilmente compilabile (anche digitalmente): si tratta di un file PDF con campi nei quali è possibile datare l’intervento progettuale, spuntare una voce, prendere appunti negli spazi liberi, aggiungere nuovi criteri e note.
L’uso della checklist permette di verificare velocemente se il progetto al quale si sta lavorando per realizzare un imballaggio responsabile è preferibile alle precedenti soluzioni e di indicare quali sistemi di valutazione sono stati adottati per controllare i benefici ottenuti, fermo restando il rispetto delle normative e la riduzione dell’impatto ambientale dei processi produttivi. La checklist qui concentra l’attenzione sulla preferibilità ambientale e sociale.
Per questo motivo è stata divisa in due parti: una contenente i criteri di preferibilità ambientale con i relativi strumenti di verifica e l’altra quelli di preferibilità sociale.
Scarica la checklist per la progettazione ambientale e sociale degli imballaggi in carta e cartone:ChecklistAmbientaliSociali_Comieco.pdf

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Quando la fibra è rinnovabile

L’industria dell’imballaggio è sempre più orientata a utilizzare materie prime derivanti da fibre rinnovabili come quelle vegetali.
Dopo l’utilizzo di pomodori, canna da zucchero, fagioli, scarti della produzione dello champagne e della crusca, etc… entra sul mercato l’imballaggio in carta composto al 50% da fibre di erba fresca essicata, materia prima che porta a una notevole riduzione del consumo di acqua ed energia.
L’esempio è GRASS PAPER il pack pluri-premiato a livello internazionale per la sua sostenibilità e innovazione. Questo imballaggio nel 2017 è stato vincitore del Luxe Pack (categoria Eco-friendly designed product) e del Packaging Europe Sustainability Awards, (categoria Best Sustainable Packaging Innovation), nel 2018 ha vinto il Fruit Logistic Innovation Award 2018 a Berlino.

 

http://www.comieco.org/le-nostre-prospettive/news/quando-la-fibra-e-rinnovabile.aspx#.WzXUbS1abs9

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Comunicare con il packaging

Progetto, nudi o vestiti.

 

Il progetto Nudi o Vestiti? indaga il packaging come prodotto comunicativo e funzionale attraverso la lente della sostenibilità ambientale. Attraverso mostre, eventi e canali digitali Nudi o Vestiti? diffonde la cultura del packaging design e ne promuove una lettura critica.

Nudi o Vestiti collabora con Comieco attraverso il progetto editoriale ‘Idea for Packaging: carta e cartone tra innovazione e sostenibilità’ per divulgare pratiche sostenibili e innovative nel campo del packaging design in carta e cartone.

In mostra sono presenti oltre 70 packaging provenienti da più di 20 nazioni diverse.

 

http://www.nudiovestiti.it/it

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Comieco FACTORY: 35.000 euro in premio per l’innovazione nel packaging di cartone

Un nuovo bando Comieco per i migliori brevetti di imballaggi cellulosici che permettono benefici per l’ambiente.

L’industria cartaria italiana è tra le prime in Europa: 4,8 milioni le tonnellate di imballaggi cellulosici immesse al consumo nel 2017, con un tasso di riciclo dell’80% e quello di recupero dell’88%.

Packaging in carta e cartone, innovazione come motore dell’economia circolare e sostenibilità: sono questi gli elementi che qualificano il nuovo Bando Invenzioni di Comieco che, vuole valorizzare e premiare le migliori invenzioni sostenibili sviluppate nel settore dell’imballaggio cellulosico.

Fino a qualche anno fa il packaging limitava la sua funzione alla protezione del prodotto che conteneva, al suo trasporto e alla comunicazione di informazioni per il consumatore finale. Oggi, nell’era dell’economia circolare, la sfida per le aziende produttrici di imballaggi si intensifica: l’obiettivo è quello di coniugare sostenibilità e innovazione per progettare imballaggi funzionali con il minore spreco possibile di risorse e una crescente attenzione all’uso delle risorse.
In questo contesto si inserisce Comieco FACTORY, il programma di innovazione di Comieco che, da sempre impegnato in attività di prevenzione, vuole incoraggiare e diffondere tra le imprese una cultura di sostenibilità ambientale e valorizzare tutte le azioni volontarie che le imprese mettono in atto per lo sviluppo di imballaggi ecosostenibili in carta e cartone.
Aperto a tutti i soggetti, imprese e professionisti, che abbiano depositato in Italia dal 2014 ad oggi un brevetto per imballaggi cellulosici che possiedano caratteristiche di sostenibilità, il Bando Invenzioni di Comieco prevede l’assegnazione di 3 premi per un ammontare di 35.000 euro da destinare ai migliori brevetti per invenzioni (20.000 euro), brevetti per modelli di utilità (10.000 euro) e registrazioni di disegni e modelli (5.000 euro) che riguardino il packaging o soluzioni a esso applicabili con benefici misurabili in termini ambientali.

La commissione di valutazione, composta da Comieco, Assocarta, Assografici e Aticelca, esaminerà tutte le invenzioni presentate entro il 30 settembre 2018 sulla base di molteplici criteri di selezione: dal risparmio della materia prima e l’impiego di materia prima riciclata nella realizzazione del pack, alla semplificazione del sistema di imballo e del suo riciclo, sino all’ottimizzazione logistica o dei processi produttivi per ridurre sprechi e consumi energetici.

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Carta, l’allarme delle imprese: «Nuovi impianti o si ferma il riciclo»

Dal Sole24 ORE

La raccolta differenziata della carta? Così non va. A dirlo non è l’Italia né l’Europa, ma la Cina. Il Paese asiatico nelle settimane scorse ha chiuso le frontiere all’import di carta riciclata di bassa qualità – cioè piena di impurità, come riviste, fogli e giornali che finiscono nei cassonetti per la carta racchiusi in sacchetti di plastica o mescolati con altri materiali – e l’Italia riciclona si è trovata con un surplus di carta da macero, prezzi crollati, e il riaccendersi del dibattito su cosa fare per riequilibrare un mercato che a livello nazionale vale 7 milioni di tonnellate di carta raccolta ogni anno (e in Europa arriva a 60 milioni di tonnellate annue).

La carta riciclata è strategica per produrre cartone per imballaggi e, in qualche caso, viene utilizzata anche per fare carta igienica, tovaglioli e fazzoletti. Ma l’Italia (e l’Europa) ne raccoglie più di quella che riutilizza, per questo finora aveva puntato sull’export (1,9 milioni di tonnellate annue esportate dal Belpaese, 10 milioni di tonnellate esportate dall’Europa). Ora lo stop della Cina – che continua però a importare carta riciclata di buona qualità come i rifili bianchi e da stampa – impone un cambio di strategia. In due direzioni: «Vanno migliorati i sistemi di raccolta della carta e vanno fatti gli impianti per recuperare gli scarti da riciclo», sollecita Assocarta, l’associazione che riunisce le aziende produttrici.

Gli ostacoli a una raccolta migliore
Il primo punto – il miglioramento dei sistemi di raccolta – non è facile da realizzare, perché si tratta di educare i cittadini a non mettere giornali e riviste da riciclare dentro i sacchetti, a non buttare nella raccolta della carta depliant con parti di plastica, cellophan o parti metalliche; e si tratta anche di migliorare l’attività di selezione fatta dalle aziende che raccolgono la carta riciclata. In Europa, poi, l’obiettivo diventa ancora più difficile, visto che in molti Paesi ci sono sistemi di raccolta misti, in cui la carta viene recuperata insieme alla plastica o ad altri materiali. «La carta di scarsa qualità non può essere riciclata in modo sostenibile», afferma Assocarta.

Se tutta la carta riciclata diventerà di qualità, nel rispetto dei requisiti richiesti dalle normative europee (En 643), secondo gli industriali cartari si otterrebbero due risultati: si potrebbero alimentare le cartiere europee, che negli ultimi vent’anni hanno intensificato l’utilizzo di carta per il riciclo e che ora sono pronte ad accrescere ancora la capacità di riciclo; e si potrà riprendere a esportare. Il presupposto di tutto questo però è uno solo: costruire gli impianti per bruciare gli scarti del riciclo, cioè quei pezzetti di plastica, metallo, fibre sintetiche che “inquinano” la carta e che durante il processo di riciclaggio si trasformano in un fango da smaltire in discarica o negli inceneritori. «Il nuovo atteggiamento della Cina – spiega Massimo Medugno, direttore di Assocarta – porta a due considerazioni: innanzitutto, non possiamo considerare la Cina come nostro retrobottega, visto che resta il primo produttore mondiale di carta con 105 milioni di tonnellate all’anno contro i 90 milioni di tonnellate dell’Europa; in secondo luogo, l’Italia e l’Europa devono pensare a fare una politica industriale sul riciclo: non basta raccogliere la carta, bisogna farlo meglio e bisogna chiudere il cerchio costruendo gli impianti per smaltire gli scarti da riciclo».

Il rischio di una fuga all’estero degli investimenti
Altrimenti, è la conclusione, l’economia circolare resterà solo un bello slogan da sbandierare a ogni occasione. E gli investimenti voleranno altrove, come dimostra il caso della lucchese Lucart che nei mesi scorsi ha comprato un’azienda spagnola che possiede un impianto di disionchiostrazione e produce carta igienica e per uso domestico da carta riciclata, e ha spiegato l’operazione all’estero con le difficoltà incontrate in Italia. Il distretto cartario di Lucca, in particolare, soffre da anni la mancanza di un impianto per smaltire il pulper, i fanghi che risultano al termine del processo di riciclo della carta. «Nelle istituzioni spagnole – ha detto Massimo Pasquini, amministratore delegato di Lucart – abbiamo trovato grande disponibilità e grande competenza».