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Packaging ed eCommerce

Packaging ed eCommerce

Secondo diversi studi di ricerca, chi acquista un prodotto è sempre più attento ai materiali con cui questo è imballato, confezionato, spedito, privilegiando nella scelta i brand che impiegano packaging ecosostenibili.

La maggior parte dei consumatori infatti è ben contenta di spender di più per un oggetto con un imballaggio riciclabile ed ecosostenibile.

Il 51 % dei Millenials cerca le indicazioni precise e i simboli che spieghino come riciclare le confezioni e la provenienza sostenibile dei materiali di produzione.

Con l’aumento delle vendite on line si pone un altro problema.

Infatti il prodotto, già dotato del proprio packaging, necessita di un ulteriore packaging che ne garantisca l’incolumità durante il trasporto.

La crescita stessa dell’ecommerce sta impattando pesantemente sul sistema packaging, aumentandone i volumi e modificandone i flussi con importanti conseguenze nella gestione del ciclo di vita degli imballaggi.

Il tema è attuale e sentito molto nei grandi centri urbani.

E’ così molto importante sviluppare una filiera digitale attenta ai valori di sostenibilità ambientale per coniugare il giusto packaging ed eCommerce.

Tutto ciò sta rivoluzionando il mondo delle spedizioni, perchè sta rendendo più lunga ed articolata la catena di consegna merci, che coinvolge un numero elevato di operatori: non solo più produttori, corrieri e clienti, ma anche hub logistici, società di e-fulfilment, punti di ritiro e restituzioni delle merci.

Una complessità che accresce il rischio di inefficienza e l’impatto sull’ambiente.

Aziende come la nostra offrono al cliente diverse soluzioni per mitigare questo impatto, offerendo la possibilità di usare cartoni prodotti con materiale riciclato e riciclabile.

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Credito d’imposta imballaggi 2019: nuova agevolazione per riciclo e riuso

Il decreto Crescita spinge la green economy attraverso il credito d’imposta sul riciclo e il riuso degli imballaggi.

Introdotta, attraverso la conversione in legge del Decreto Crescita, un’ulteriore agevolazione rivolta a incentivare comportamenti ecosostenibili e la propensione al riciclo e al riuso.

L’art. 26-bis del D.L. 34/2019 ha disposto un credito d’imposta strettamente legato agli imballaggi che contengono la merce oggetto di compravendita.

In particolare, l’impresa venditrice della merce può riconoscere all’impresa acquirente un abbuono, sul prezzo dei successivi acquisti, in misura pari al 25% del prezzo dell’imballaggio esposto nella fattura. L’abbuono non deve essere riconosciuto al momento della resa dell’imballaggio e non può essere fatto valere oltre un mese dalla vendita.

All’impresa venditrice che riutilizza gli imballaggi usati o che effettua la raccolta differenziata degli stessi ai fini del successivo avvio al riciclo è riconosciuto un credito d’imposta pari al doppio dell’importo degli abbuoni riconosciuti all’impresa acquirente, ancorché da questa non utilizzati.

Il credito d’imposta:

  • potrà essere riconosciuto fino ad un massimo di 10.000 europer ciascun beneficiario,
  • dovrà essere indicato nella dichiarazione dei redditi,
  • potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione attraverso il modello F24 a partire dall’anno successivo a quello del riutilizzo degli imballaggi o del loro riciclo.

Entro 90 giorni dall’entrata in vigore del Decreto Crescita il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze dovranno emanare le disposizioni attuative.

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Nobilitazioni

Nobilitazione che passione!

Da oltre 40 anni ci dedichiamo con passione al packaging.

Un buon packaging valorizza il vostro prodotto.

Oltre che visivamente il consumatore è coinvolto nell’acquisto tramite altri sensi.

Il primo, dopo la vista, è il tatto.  Plastiche soft touch,  vernici ruvide conferiscono al consumatore altri stimoli per coinvolgerlo maggiormente nella scelta che molte volte viene di impulso,

E’ possibile effettuare plastificazione, laminazione in bobina con argento, oro, olografici, verniciatura UV offset, serigrafica con vernice ed effetti speciali, stampa a caldo e in rilievo.

E molto altro ancora: tutto per il packaging del lusso, brand della moda, dell’editoria e dell’industria cosmetica e farmaceutica.

Tutto affinchè il vostro prodotto possa brillare di luce propria.

Di seguito alcuni esempi.

LOV

cartone nero, plastificato, con uv serigrafico. Glitter argentato a rilievo.

Piume

Colori intensi su sfondo bianco: quando la nobilitazione sa essere elegante, con rilievo delle piume tono su tono, ma al tempo stessa esplosiva, con l’intensità dei toni di verde metallico e blu opaco o con la scintillante profondità del glitter,

Per mostrare che si possono fare alla carta personalità diverse usando con maestria e creatività luci ed ombre, colori vivaci effetti lucidi ed opachi.

Corona Oro

Lavorazioni

offset pantone 305

offset pantone 313

stampa serigrafica bianca opaco

stampa serigrafica rosso spessorato lucido

serigrafica lucida UV e a registro

stampa caldo oro opaco

Corona Rosa

Stampa offset in 3 pantoni

Stampa a caldo transparente perla

stampa serigrafica effetto ruvido

rilievo

rilievo artistico

VERNICE RUBBERING

Ed ecco che si incrociano sapientemente due sensi.

La vista con una perfetta stampa effetto legno e il tatto con la porosità effetto legno data dalla vernice rubbering

Rilievo e argento

Rilievo di spessore con argento per valorizzare il vs logo

Rilievo in oro

Glitter rosa

Dona effetto lucido e brillante.

Trovate molte foto nella sezione nobilitazioni

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Novità per birre artigianali

Novità per il mondo della birra:
accisa ridotta per piccoli produttori

Semplificate le procedure di accertamento sulla birra prodotta presso gli stabilimenti artigianali indipendenti di minore dimensione e accisa decurtata del 40 per cento

Taglio del 40% sull’accisa per le fabbriche di birra con produzione annua non superiore a 10mila ettolitri dal prossimo 1° luglio: è quanto prevede il decreto 4 giugno del ministero dell’Economia e delle Finanze, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 138 del 14 giugno 2019, in applicazione della legge di bilancio per il 2019 (articolo 1, commi 689-691, legge 145/2018)

Sulla birra realizzata e condizionata nei microbirrifici si applica, al momento dell’immissione in consumo nel territorio nazionale direttamente dagli impianti, l’aliquota accisa ridotta qualora la produzione non risulti superiore a 10mila ettolitri e vi siano le altre condizioni specificamente previste dalla legge.

L’aliquota ridotta, chiarisce la norma, è applicata alla birra ottenuta a seguito di un ciclo di produzione, che inizia con la realizzazione del mosto e si conclude con la fase di condizionamento, eseguito interamente in microbirrifici ovvero in piccole birrerie nazionali.

Importanti novità sono previste anche in materia di semplificazione procedurale: il decreto definisce gli adempimenti preventivi per l’attivazione del microbirrificio e per l’ammissione al beneficio delle piccole birrerie nazionali, nonché le operazioni di rilascio della licenza fiscale dello stesso.

Sono stabilite le modalità attuative relative all’assetto del deposito fiscale e alle modalità semplificate di accertamento e contabilizzazione della birra prodotta negli impianti in questione.

Per determinare i quantitativi di birra, ai fini dell’accertamento della produzione, il depositario autorizzato provvede, al termine della fase del condizionamento, ad annotare del registro i quantitativi di birra condizionata. L’accertamento dell’accisa da assolvere è previsto a prodotto finito, ossia a conclusione delle operazioni di condizionamento, mentre in precedenza l’operazione veniva effettuata nella fase precedente, senza tenere conto, ai fini della tassazione, dei casi fisiologici di produzione.

In caso di superamento del limite di produzione annua di birra del microbirrificio – di 10mila ettolitri – l’Ufficio impartisce le prescrizioni per consentire di adeguare l’assetto del deposito fiscale a quello del Dm n. 153/2001, fissando un tempo congruo per l’adeguamento non superiore a 210 giorni.

Lo sgravio fiscale previsto dal decreto del 4 giugno a favore dei microbirrifici si inserisce nel quadro della riduzione della misura dell’accisa sulla birra da 3 a 2,99 euro per ettolitro e grado-plato, introdotta sempre dall’ultima legge di bilancio e in vigore dallo scorso 1° gennaio.

Speriamo che tutto ciò dia nuova linfa al settore.

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L’arte del mockup

Il mockup è l’attività di riprodurre un oggetto o modello in scala ridotta o maggiorata.  E’ il prototipo che il cliente richiede per vedere e toccare con mano la sua idea di packaging.

Molti clienti partono da una idea, da una intuizione da voler realizzare. All’interno della nostra azienda, personale qualificato, con decenni di esperienza, guida il cliente verso il packaging perfetto.

Si parte da una piccola intervista o serie di domande per capire quale sia la reale funzione del packaging.  Avere l’obiettivo chiaro è molto importante.

Molte volte la sfida è ardua. Il nostro personale  deve fare dei miracoli in quanto il packaging richiesto deve esser bello, resistente, accattivante e costare poco. Come dice il proverbio, “la botte piena e la moglie ubriaca”.

Ma proprio nelle sfide più difficili si trova maggior soddisfazione.  E grazie alla nostra decennale esperienza il desiderio si trasforma in realtà.

La seconda scelta riguarda il tipo di materiale ( carta, cartone nelle diverse qualità) il tipo di stampa ( offset o digitale, in quadricromia o a pantoni) e la finitura ( lucida o opaca, vernice o plastificazione).

La nostra consulenza inoltre avviene anche sull’aspetto del prezzo. Molte volte i grafici consigliamo bene i clienti per la parte di loro competenza ma poi si perdono nelle fasi di realizzazione.

In questo caso interveniamo noi , offerendo il miglior rapporto qualità prezzo, con soluzioni innovative.

Definite le misure e il tipo di materiale si cerca di fornire un prototipo il più reale possibile.

Qui sul nostro sito una serie di campionature viste e approvate dai clienti.

 

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Birra artigianale e packaging

Birra artigianale e packaging.

Ecco il binomio vincente: birra e packaging.

Se avete deciso di iniziare la vostra attività di birrai in proprio, sappiate che siete in bella compagnia: sono circa 650 i microbirrifici censiti in Italia, di cui circa 200 nati negli ultimi tre anni. La loro produzione media di circa 450-500 ettolitri a birrificio. Un dato che in realtà nasconde differenze enormi: solo 4 o 5 di questi superano i 10mila ettolitri annui, alcune decine i 2.500 ettolitri, un buon numero si colloca entro i 1.000 e 1.500 ettolitri, ma la maggior parte è ben al di sotto di questa cifra. Ma non lasciatevi scoraggiare dalla concorrenza: il consumo di birra in Italia è in costante aumento e ha raggiunto nel 2014 i 17,7 milioni di ettolitri, secondo AssoBirra, con un export di 2 milioni di ettolitri. Senza contare che i gusti dei consumatori si fanno via via più raffinati, alla ricerca di sapori distintivi e prodotti veramente genuini.

«L’investimento iniziale non è poca cosa ma ovviamente dipende da che cosa si vuole fare. Fa molta differenza progettare di partire con un’attività che produrrà 1.000 ettolitri oppure 100mila».

Diciamo, però, che difficilmente chi parte comincia con un progetto eccessivamente ambizioso. Anche perché spesso mancano proprio i capitali. Quindi, proviamo a fare i conti con un impianto di piccole dimensioni. «Per l’acquisto dei macchinari – prosegue – è prassi prenderli usati da chi sta rinnovando o ingrandendo le linee. Facendo l’ipotesi di arrivare a produrre entro 2-3 anni circa 1.000 ettolitri, i costi di impiantistica, seppure di seconda mano, si aggirano intorno ai 120-150mila euro. Che chiaramente salgono, se si vuole un impianto personalizzato, produrre subito più tipologie di birra, avere un’imbottigliamento semi-automatizzato… Le variabili sono molte. A questi costi si deve aggiungere un capannone, sui 350 mq, dove collocare l’impianto, supponiamo in affitto, per iniziare. Poi gli allacci, le materie prime, i permessi… Alla fine, al di sotto di 200mila euro è difficile stare».

Più che la meccanica, pesa la burocrazia

Dal punto di vista normativo, non sono richiesti particolari titoli di studio per aprire un birrificio. Basta rispettare le leggi previste per il settore alimentare. «Trattandosi di alimenti il corpus di leggi non è paragonabile a quello di nessun altro settore, forse solo il farmaceutico. «Senza contare tutti gli orpelli burocratici legati alle accise. In media si deve dedicare almeno un giorno a settimana a tempo pieno più 40 minuti circa ogni giorno solo per ottemperare agli adempimenti burocratici. E per settimana intendo sette giorni, perché nel birrificio si lavora sempre». I tempi per adempiere a tutti i permessi e controlli delle autorità per l’apertura, poi, variano da sei settimane a sei mesi a seconda delle zone d’Italia.

Chi non si distingue ha vita breve

Se entro un paio di anni si arriva a un ritorno sul capitale investito che permetta di pagare lo stipendio a sé e a un collaboratore, possiamo dire che si è fuori dal guado». Ma è sempre più difficile stabilire un break even: il mercato si fa più competitivo di anno in anno e il consumatore sempre più sofisticato e difficile da fidelizzare. «Per concludere vorrei dare un ultimo avvertimento: non pensate di arricchirvi con i microbirrifici. I margini sul fatturato sono molto limitati. Con un’offerta così ampia, anche i negozi specializzati hanno imparato a selezionare in modo molto rigido i cosiddetti “nuovi arrivati” e per avere successo è sempre più discriminante presentarsi con prodotti distintivi e qualitativamente impeccabili. Non ci si può improvvisare.

Utilizzo del Marketing

Per distinguersi dalla concorrenza sempre più aggressiva bisogna puntare su un piano marketing strutturato e efficace. Un packaging ben pensato e ben realizzato sarà la vostra arma vincente. Avere sul bancone del pub o del bar o ancora meglio sul tavolino del cliente un espositore, di pochi centimetri ma di alto impatto visivo è una mossa vincente. Con pochi centesimi al pezzo si avrà un forte ritorno economico.

  • Chiedeteci un preventivo personalizzato

    Birra

    https://www.artigrafiche3g.com/contatti/
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Le scatole

Come nascono le scatole perfette

Le scatole.

Le motivazioni che spingono gli utilizzatori di imballaggi ad orientarsi verso l’utilizzazione della carta e del cartone, si possono far coincidere come quelli che sono i requisiti ai quali tali imballaggi devono rispondere; è risaputo che ogni prodotto ha bisogno di un’imballo particolare, il quale a grandi linee deve servire per protezione, trasporto e comunicazione, e che l’imballo ottimale è quello che, trovato il giusto equilibrio fra materiale impiegato e risultati ottenuti, risponde contemporaneamente ai criteri di economicità e di efficacia. Il tutto offrendo valore aggiunto al prodotto.

Ecco come nascono le scatole  perfette

La realizzazione della tua scatola ideale è un processo lungo costituito da diversi fasi di lavorazione fondamentali per il raggiungimento della scatola desiderata.

Fondamentale è il contatto con personale qualificato ed esperto in grado di cogliere le esigenze della scatola stessa per consigliare la migliore soluzione e ideare la migliore realizzazione del prodotto stesso.

  1. Progetto:

Tutto comincia con il progetto. La progettazione è il momento cruciale poiché ogni dettaglio deve essere definito con precisione. Solitamente esistono delle misure standard ma le scatole possono essere tutte personalizzate.

  1. Cartone

Fondamentale è la scelta del cartone migliore per il progetto e per le esigenze della scatola.

  1. Stampa

La macchina da stampa imprime l’inchiostro sul cartone tramite dei rulli. Stampiamo sia in offset che in digitale, fino al formato 100 cm x 140 cm

  1. Taglio / Fustellatura

Il cartone stampato è pronto per prendere la sua forma grazie a tagli e fustelle personalizzate studiate in fase di progetto. Durante la fustellatura vengono aggiunte le caratteristiche richieste dai clienti, come un abito su misura.

  1. Accoppiamento

Il cartone viene accoppiato al cartone microonda o ondanuda per dare al prodotto la forma e la misura richiesta, si possono fare anche lavorazioni successive come l’aggiunta di finestre in pvc ..

  1. Incollaggio e piegamento

La scatola è pronta per essere incollata, piegata per assumere la sua forma.

  1. Legatura e Stoccaggio

Infine le scatole vengono imballate e posizionate su pile di legno pronte per la consegna.

Per i clienti con poco spazio possiamo stoccarle e prevedere una consegna dilazionata.

  1. Consegna

Una consegna puntuale e precisa e un’ assistenza al cliente completano il nostro lavoro!!

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Carta usomano e patinata

Carta carta carta, carta patinata e usomano.

Ci sono una miriade di tipologie di carta, che si differenziano per colore, grammatura, colore, patina. Le più usate sono la carta usomano e la patinata (lucida o opaca).

La carta usomano si chiama in questo modo perchè grazie alla sua superficie non lucida e non trattata, agevola molto la scrittura, è usata maggiormente per block notes, libri, quaderni, biglietti da visita. La stampa su di essa, a causa di un maggior assorbimento dell’inchiostro è meno lucida.

La seconda tipologia è la patinata, lucida o opaca.

Questa si usa maggiormente per la stampa di opuscoli, riviste, cartellette. In entrambi i casi ha un aspetto liscio e vellutato.

La versione opaca risulta piu naturale, mentre la versione lucida offre maggior lucentezza ai colori.

La patina viene spalmata su tutta la superficie per rendere i colori sempre piu belli e limpidi.

Questo tipo di carta si usa per volantini, riviste, cartelli vetrina.

Carta chimica.

Un discorso a parte poi lo possiamo fare per la carta chimica, che consente di scrivere sopra il primo foglio e avere la copia sui fogli sottostanti.

Si usa dove è necessario scrivere determinati dati, lasciando però copia a piu soggetti.

Si usa fascicolata in fogli o blocchi.

Esistono diverse varianti di grammatura e colori, per tanti usi diversi.

Copia commissione, bollettario, ddt da compilare a mano, moduli per l’uscita di tecnici. Compilando un solo modulo, ne avrai a disposizione fino a tre copie.

Queste sono le 3 regine delle carta, carta chimica, carta usomano e patinata.

 

https://www.lecta.com/it/cartiere-del-garda

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Caratteristiche della carta e del cartone

Carta e cartone, facciamo chiarezza.

Quali sono le caratteristiche della carta? Quali differenze? Cosa necessita il nostro packaging? Su quale carta lo farò stampare?

Fondamentale per distinguere i tipi di carta/ cartone presenti in commercio è lo spessore o grammatura. Questa è una delle caratteristiche della carta più importante. 

La grammatura di una carta altro non è che il rapporto tra il peso di un foglio, espresso in grammi, e la sua superficie, che si misura in metri quadrati.

Tipi di carta

In base alla grammatura si distinguono diversi tipi di carta

  • carta leggera o carta semplice con spessore tra 35-60 g/m2;
  • carta da stampa con spessore tra 60-115 g/m2;
  • carta ruvida con spessore tra 115-220 g/m2;
  • cartoncino con spessore compreso tra i 220 g/m2 e i 300 g/m2;
  • cartone, ovvero tutti i materiali cartacei che superano i 350 g/m2 di spessore
  • In genere la carta semplice è usa per le pagine dei quaderni o i fogli dei block notes.
  • la carta da stampa è quella che tutti conosciamo come “carta da fotocopie”, di norma conservata in risme di fogli oppure direttamente all’interno delle stampanti da ufficio. Disponibile nei due diffusissimi formati, l’A4 e l’A5, la carta da stampa ideale presenta una grammatura di circa 80 g/m2. 
  • Robusta e pregiata, la carta ruvida rappresenta la soluzione ideale per tutti gli utilizzi specifici legati al disegno: la speciale grammatura conferisce, infatti, a questa carta la capacità di assorbire e, dunque, trattenere sulla superficie più inchiostro rispetto ad altre grammature. La carta ruvida è adatta a qualunque tipo di impiego e si presta molto bene a ricevere, senza distinzione, i più diversi tipi di materiale: acquarello, tempera, china, grafite e carboncino.
  • Il cartoncino è certamente il supporto più utilizzato per stampare i biglietti da visita. La sua grammatura, liscia e particolarmente resistente nella consistenza, è perfetta per realizzare i materiali di rappresentanza aziendale più importanti
  • il cartone è in assoluto il tipo di carta più resistente: pesante e spessa, questa carta è costituita da uno strato ondulato centrale, racchiuso tra due fogli piani laterali. Di origini antichissime, risalenti addirittura alla Cina del XV secolo, il cartone è sempre stato usato per scopi commerciali, in particolare come materiale da trasporto per la vendita di prodotti di largo consumo.

Tipologia di cartoni

  • Cartoncino o cartone piatto
  • Onda semplice, costituito da due fogli esterni e uno ondulato interno.
  • Cartone a onda doppia, costituito da tre fogli, di cui due esterni e uno centrale e tra essi due fogli o così vengono chiamati cartoni dello share.
  • Il cartone ondulato è il materiale utilizzato per gli imballaggi. È costituito da due superfici di carta piana, dette copertine, e una carta ondulata, il tutto tenuto insieme da collanti naturali. L’azione combinata delle copertine e dell’onda interna conferisce rigidità e resistenza al cartone e di conseguenza all’imballaggio. Esistono quindi tanti tipi di cartone che si differenziano in base alle carte con cui vengono realizzati, alle grammature, in base alle altezze delle onde (singola, doppia o tripla) ed al coefficiente di ondulazione.

Tipologia di cartone

  • ONDA N – 0.7 mm
  • ONDA E (MICROONDA) – 1.5 mm
  • ONDA B (ONDA BASSA) – 3.0 mm
  • ONDA C – 4.0 mm
  • ONDA EB (MICROTRIPLO) – 4.5 mm
  • ONDA BC (TRIPLO) – 7.0 mm
  • ONDA CC – 8.0 mm
  • ONDA CCH (3 ONDE) – 13.5 mm

Ecco infine alcuni nostri fornitori

 

http://rdmgroup.com/it/

https://www.progestspa.com/it/cartone/