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Preparazione dei file per packaging e cartotecnica

prestampa

Preparazione dei file per packaging e cartotecnica

Come fare per realizzare un file corretto

È fondamentale applicare la grafica rispettando le norme specifiche per i file di packaging e cartotecnica per avere un prodotto di alta qualità.
Spesso infatti un lavoro non dà i risultati attesi o richiede più tempo del previso perché il file di stampa utilizzato non è adatto al packaging e alla cartotecnica.
Qui troverete tutte le indicazioni per preparare un file di stampa con le caratteriste idonee a realizzare packaging e prodotti cartotecnici perfetti.

 COME APRIRE E LAVORARE IL FILE DEL TRACCIATO

Per aprire il tracciato in Adobe Illustrator

  • non modificare la dimensione del documento
  • non rimuovere il blocco del livello fustella e non spostare il tracciato
  • non modificare i colori del livello fustella
  • utilizzare un nuovo livello per la parte grafica e uno per l’eventuale verniciatura a zone o per un’applicazione speciale
  • mantenere il livello tracciato sopra il livello della grafica in modo che sia poi possibile visualizzarlo una volta salvato il documento in PDF
  • convertire i font in tracciati
  • nel livello grafica, lasciare libere le riserve dedicate all’incollatura

Per aprire il tracciato in Adobe Photoshop

  • importare il tracciato e aprirlo a 300 dpi, spazio colore CMYK, mantenendo le misure del documento
  • applicare la grafica su un livello diverso da quello del tracciato
  • rasterizzare i font
  • mantenere il livello tracciato sopra il livello della grafica in modo che sia poi possibile visualizzarlo una volta salvato il documento in PDF
  • nel livello grafica, lasciare libere le riserve dedicate all’incollatura

COME SALVARE I FILE DA INVIARCI

È consigliabile generare i file per la stampa in uno dei seguenti formati:

  • PDF
  • EPS di illustrator

Lo spazio colore del documento deve essere sempre CMYK e, ove possibile, salvare con il profilo colore Fogra39, standard di riferimento per la stampa offset piana. Rispettando questi settaggi durante la fase di salvataggio dei file si eviteranno problemi durante la transcodifica.

Generare i file PDF

  • utilizzare spazio colore CMYK (profilo Fogra39)
  • usare immagini a 300 dpi e disattivare tutte le compressioni
  • includere tutti i font
  • salvare il documento con le dimensioni della pagina, senza crocini di registro né abbondanza e con valore centratura pagina

Per la produzione del PDF esecutivo consigliamo di utilizzare come settaggio del Distiller il profilo PDF/X-3/2002 che include tutte le caratteristiche sopra elencate.

Generare i file EPS di Adobe illustrator

  • utilizzare spazio colore CMYK (profilo Fogra39)
  • usare immagini a 300 dpi e disattivare tutte le compressioni
  • trasformare i font in tracciati, oppure allegarli al file
  • salvare il documento con le dimensioni della pagina, senza crocini di registro né abbondanza e con valore centratura pagina
  • Preparazione dei file per packaging e cartotecnica

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Tipologie di scatole. La cartotecnica

cartotecnica

Cartotecnica

Tante scatole, tante soluzioni. E la cartotecnica ti aiuta.

Ci sono una miriade di tipologie di scatole.

Le più comuni in cartone teso, sono gli astucci.  Sono quelli che hanno la stessa apertura sulla testa e sul fondo.

In alcuni casi il fondo deve esser più resistente e quindi serve un incastro a coda di rondine o addirittura incollata.  Ha senso per le medie/grosse quantità in quanto ci sono dei costi di avviamento che si giustificano solo con determinate tirature.

 

Infine ci sono quelle a “marmotta” o fondo e coperchio.

Sono un ottima alternativa alle  scatole ricoperte. Esteticamente sono simili ma hanno un doppio  vantaggio.

Occupano meno spazio sia nel trasporto che nell’immagazzinaggio in quanto viaggiano stese. Il secondo è prettamente economico, costano circa un terzo.

Inoltre se volete dare visibilità al vostro prodotto possiamo creare un cartoncino stampato con applicata una vernice blister  idonea all’incollaggio della valva in plastica.

 

 

 

Scatola a coda di rondine

astuccio classico

fondo a scatto

scatola con fondo incollato

marmotta

scatola fondo e coperchio

 

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Comunicare con il packaging

comunicare

Come comunicare con il packaging

Progetto, nudi o vestiti.

Il progetto Nudi o Vestiti? indaga il mondo della  cartotecnica e dell’imballo come prodotto comunicativo e funzionale attraverso la lente della sostenibilità ambientale. Attraverso mostre, eventi e canali digitali Nudi o Vestiti? diffonde la cultura del packaging design e ne promuove una lettura critica.

Questo progetto collabora con Comieco attraverso il progetto editoriale ‘Idea for packaging: carta e cartone tra innovazione e sostenibilità’ per divulgare pratiche sostenibili e innovative nel campo del packaging design in carta e cartone.

In mostra sono presenti oltre 70 tipologie di imballi provenienti da più di 20 nazioni diverse. Vendere ogni giorno è sempre più difficile e l’abito che facciamo indossare al nostro prodotto è fondamentale.

Tutto ciò si poggia su le nuova fondamenta di neuromarketing.

Per velocizzare si intende sulla branchia del marketing basata su i sensi.

Estremizzando un bel pacco ti fa vendere di più..

 

 

 

http://www.nudiovestiti.it/it

Siamo sia scatolificio che produttori di packaging. ( scatolificio packaging)

 

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Differenza tra scatole ricoperte e automontati.

scatola automontate.

Scatole automontanti

Molti clienti alla ricerca di una scatola a cofanetto o a marmotta, ci chiedono di produrre una scatola come quella dell’iphone.

Questo tipo di scatola offre sicuramente una robustezza e una eleganza degna di un prodotto che sfiora i mille euro.

A fronte di questi pregi ( robustezza ed eleganza ), questo tipo di scatole ha due grandi difetti. Il primo è il costo.

Infatti si tratta di una scatola che viene prodotta quasi interamente a mano, con lavorazioni artigianali. Questo per quantità fino a 5/10.000 pezzi.

Sopra queste quantità ci sono macchinari che sono in grado di avere una buona resa e riescono ad avere il prodotto finito ad un buon prezzo. Questo è il caso della famosa scatola dell’ iPhone prodotta in milioni di pezzi a un prezzo basso.

Differenza tra scatole ricoperte e automontati.

Quali sono?

Detto ciò se vi trovate nel caso di produrre pochi centinaia o migliaia di pezzi, forse non sempre è la soluzione al vostro caso.

 

E anche se avesse la fortuna di dover produrre migliaia di pezzi, qui interviene il secondo difetto di questo tipo di scatole.

Il volume! Sono scale che sono già formate e confezionate. Vi ritrovereste  così a fare viaggiare aria e a dovere immagazzinare nelle logistiche o nei vostri magazzini  enormi mc di aria!

Quale scatola scegliere?

La soluzione ? Le scatole automontati! Come dice la parola stessa, questo tipo di packaging non necessita di  colle o altro per la sua formazione.

Viaggia steso e resta steso fino ad occupare un decimo del volume delle scatole ricoperte o abbigliate.

Differenza tra scatole ricoperte e automontati. Scatole montanti personalizzate.

Questo fa scendere del 90 % il costo del trasporto e dello stoccaggio.

La rese estetica ? Molto ma molto simile alle scatole ricoperte, costando però un terzo o un quarto delle prime.

Vi servono scatole automontati personalizzate!

Allora perché spendere di più?

Se avete ancora dubbi in merito non esitare a contattarci, via email o via telefono.

Saremo lieti di spiegarti tutto per il meglio e di farti un preventivo molto dettagliato.

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L’economia bio-circolare della carta

balle di carta

Un indicatore di circolarità di materiaper misurare l’efficacia di un prodotto o di una società nella transizione da un modello economico lineare a un modello circolare. Misura  l’andamento dell’industria cartaria italiana, fra riciclo e sostenibilità. È stata presentata la 21ª edizione del Rapporto Ambientale dell’Industria Cartaria Italianadal titolo “L’economia bio-circolare della carta” e che riporta dati del 2018-2019, scritto con il supporto di Ambiente Italia da Assocarta e Legambiente. Il rapporto è stato presentato dai presidenti Lorenzo Poli di Assocarta e Stefano Ciafani di Legambiente. Con la partecipazione della vicepresidente di Confindustria con delega all’ambiente Maria Cristina Piovesana e con un breve saluto di Roberto Morassut sottosegretario al ministero dell’Ambiente.

L’industria cartaria in Italia è stata tra i primi settori industriali ad aver pubblicato (dal 1999) un rapporto ambientale. In quest’ultima edizione introduce un indicatore in grado di riconoscere “l’impegno profuso sul fronte ambientale dai nostri imprenditori”.

La dimensione “circolare” del settore può essere quantificata con l’indicatore di circolarità di materia (MCI Material Circularity Indicator). Tale indice è sviluppato da EllenMacArthur Foundation insieme a Granta Design e con il supporto dell’UnioneEuropea. MCI misura la dimensione del materiale rigenerato  nel flusso di materia del prodotto.

La situazione italiana

 

L’indicatore assegnato agli imprenditori italiani è pari a 0.79 in una scala da 0 a 1. «Un valore elevato, ottenuto grazie alla capacità del settore di investire in materie prime rinnovabili. Ad esempio fibre vergini da foreste certificate e amidi. Al fine  di prendersi cura dei suoi prodotti reimmettendo nel ciclo produttivo carta e imballaggio da riciclare.

Le fibre riciclate

Il 57% della nostra produzione proviene da fibre riciclate (negli imballaggi siamo oltre l’80%). La carta potrebbe sostituire il 25% degli imballaggi a base di materiali fossili. Grazie alle nuove capacità in corso di avvio, il riciclo potrebbe crescere ancora, passando dalle attuali 10 tonnellate al minuto ad oltre 12», ha detto il presidente di Assocarta Poli.

Secondo quanto emerge dal rapporto, in Italia nel 2019 l’industria cartaria ha avuto un consumo totale di materia pari a 10,08 milioni di tonnellate. Per la produzione di 8,9 milioni di tonnellate di prodotti. Sul totale dei consumi, oltre la metà è costituita da materia seconda, il 35,4% da fibre vergini e il 14,4% da materiali non fibrosi. Come ad esempio carbonato di calcio, amidi, minerali, sbiancanti e altri costituenti della produzione. Complessivamente, si legge nel report, anche considerando la quota di amidi, si può stimare che circa l’89,1% delle materie usate sono costituite da materie seconde (maceri) o da materie rinnovabili (fibre cellulosiche e amidi).

L’impiego di fibre vergini è stato in Italia, nel 2019, pari a 3.575.400 t. Un risultato frutto anche della raccolta interna di carta e cartone, cresciuta del 75% in vent’anni, passando dai 3,75 milioni di tonnellate del 1998 alle 6,56 milioni di tonnellate del 2019. Dati positivi anche sul fronte del consumo di acqua che si è ridotto nei decenni. Se alla fine degli anni settanta erano necessari mediamente 100 metri cubi d’acqua per produrre una tonnellata di carta. Oggi ne vengono utilizzati 26 (dato medio del campione Assocarta). Nota dolente del report, il lieve incremento dal 2013 della produzione specifica di rifiuto per tonnellata di prodotta.  «Il riciclo in sé comporta che vengano prodotti più scarti»,.

Recovery Fun

 

Secondo i dati Ispra l’intero settore della produzione cartaria e cartotecnica ha generato nel 2017 1,5 milioni di tonnellate di rifiuti. Sono corrispondenti a circa 165 kg per t di carta prodotta.

 

Per il miglioramento dei suoi indicatori di prestazione ambientale riportati nel rapporto ambientale, il settore si dice pronto a cogliere le opportunità del Recovery Fun. 

Reclamando la possibilità di un ulteriore progresso “se vi fosse un contesto normativo favorevole all’impresa e alla sua competitività sui mercati”.

«Si può fare di più perché il settore ha ancora delle sfide importanti da affrontare ma serve un contesto normativo favorevole.

 

Per questo insieme a Legambiente chiediamo al Governo supporto per progredire nel processo di decarbonizzazione. Non vediamo un’unica soluzione, il settore ha bisogno di infrastrutture per rendere questa transizione graduale e sostenibile economicamente».

Ha poi aggiunto: «Un primato che va certamente consolidato e che, forte dei risultati raggiunti nella raccolta differenziata dei rifiuti urbani e degli scarti produttivi. Deve poi confrontarsi con nuove sfide, dall’innovazione alla produzione e utilizzo di energie rinnovabili, come il biometano. Sfide cui la politica è chiamata a dare risposte all’altezza.

Recovery Plan

Nel pieno della discussione sul Recovery Plan, è tempo di semplificare la normativa per le autorizzazioni. Implementare il decreto End of Waste su carta e cartone e realizzare gli impianti per poter rendere la filiera sempre più circolare e libera dalle fonti fossil. Un obiettivo, quest’ultimo, che ci vede in prima linea in una cammino comune con Assocarta».

 

L’economia bio-circolare, oltre alla riduzione di emissioni di CO2, le proposte di politica industriale del settore per una economia ancora più circolare.  Riassunte nella seconda parte del Rapporto, riguardano il miglioramento dell’efficienza energetica. L’approvvigionamento di fonti sostenibili, l’incremento della capacità di riciclo e un parallelo ulteriore miglioramento della qualità della raccolta differenziata.

Un punto di debolezza

Un punto ancora debole del sistema di riciclo -, a cui si aggiungono la necessità di valorizzare gli scarti del riciclo. Attraverso  la ricerca di nuove tecnologie, l’investimento in nuovi impianti e l’accesso al mercato dei prodotti così ottenuti. E’ necessario anche valorizzare i fanghi per la produzione di biometano. Questa opportunità per favorire il recupero e la decarbonizzazione, e infine la necessità di avere quadro normativo coerente.

 

 

 

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Storia della carta e del packaging

La Storia della Carta

 

C’era una volta, quasi 2000 anni fa…

così la storia della carta, che è in effetti una storia di quasi 2000 anni, iniziata nel 105 d.C. in Cina.

In quell’anno l’eunuco Ts’ai presenta all’Imperatore la sua invenzione.

Prima di allora, i documenti venivano scritti su bambù (molto pesante) o su seta (molto costosa). Per cui, quando si scoprì la tecnologia per fabbricare la carta partendo dalla corteccia, si capì subito l’importanza e il valore che aveva.

Per questo motivo la Cina mantenne a lungo il segreto o, per dirla in termini più moderni, il brevetto.

Bisogna attendere fino al 750 perché la carta esca dalla Cina e raggiunga Samarcanda quando il governatore del Califfato di Bagdad cattura due fabbricanti di carta cinesi per rubare i segreti della produzione di questo materiale ancora sconosciuto. Da allora, la storia della carta ha altre date fondamentali che ne segnano le tappe di sviluppo.

In Italia, fu la Sicilia la prima regione ad ospitare un impianto di produzione della carta, sotto il dominio islamico.

Il medioevo

Nel 1200 l’industria cartaria si diffonde in tutto il mondo mediorientale e anche l’Italia vede nascere le cartiere di Amalfi e Fabriano e, secolo dopo secolo, molti paesi europei ebbero i loro impianti per la produzione della carta.  La Francia, l’Inghilterra e poi l’Olanda furono i paesi che più degli altri diedero il loro contributo alle tecniche di produzione. In particolare modo lo sbiancamento della carta che, grazie all’invenzione della tipografia mobile, divenne un bene sempre più richiesto per la stampa dei libri.

Nel 1600, l’industria subisce una dura battuta d’arresto a causa della peste.

La carta era infatti prodotta partendo dagli stracci ma, per fermare il contagio, venivano fatti bruciare, eliminando così, di fatto, la materia prima per la produzione di questo materiale. Sarà l’Olanda, nel 1800, a dare il via alla produzione della cellulosa dal legno, dopo che i tentativi con l’ortica, la felce, il luppolo e il mais diedero pochi risultati. E, nel 1880, fu inventato un procedimento che permetteva di ottenere anche una carta molto robusta: la carta Kraft, una vera rivoluzione per il mondo dell’imballaggio.

Grazie alla pasta di legno, la produzione della carta diventò di massa, con la conseguente caduta di prezzo che la trasformò da prodotto di lusso a prodotto di largo consumo.

Gli imballaggi

Non si può parlare della carta senza collegarsi poi subito alla storia di uno dei suoi prodotti principali: l’imballaggio! Le sue origini si possono far risalire alla fine del Diciottesimo secolo quando la Rivoluzione Industriale introdusse massicci cambiamenti nell’industria manifatturiera. L’introduzione della meccanizzazione su larga scala consentì la produzione di quantità sempre più notevoli di articoli. Nacque così l’esigenza di proteggerli e conservarli, impedendo il loro danneggiamento durante il trasporto.

Ed ecco l’invenzione degli imballaggi!

L’imballaggio si è poi evoluto nel tempo fino ad assumere caratteristiche sempre più sofisticate per rispondere ad esigenze anche di tipo ambientale. Oggi, chi progetta un imballaggio, non deve pensarlo solo in un’ottica di protezione e trasporto. Deve far sì che sia comodo, economico e, soprattutto, ecologico, per limitare il suo impatto ambientale.

Cit. https://www.comieco.org/carta-e-cartone/storia/

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Recensioni dei clienti!

Recensioni clienti packaging

Ecco di seguito una serie di feedback dei nostri clienti lasciati su Google:

 

Recensioni clienti packaging:

Sempre di più è necessario che ci sia trasparenza.

E’ quindi giusto che un nuovo cliente possa avere una prima impressione, valutando anche chi “ha già fatto questa esperienza”

Proprio per questo in questa pagina abbiamo trascritto le nostre ultime recensioni.  Vi consigliamo però di contattarci sempre.

Il nostro personale è sempre a disposizione per risolvere i vostri problemi riguardo la stampa e il packaging.

Dopo circa 40 anni di esperienza abbiamo la capacità di essere dei problem solving.

Avete dubbi? perplessità ? Il packaging Milano, siamo Noi!

Chiamateci o contattarci, sapremo aiutarvi.

 

 

Servizio come sempre davvero fantastico! Professionalità e rapidità. Grazie mille.
Competenza e professionalità sono qualità riscontrabili per chi utilizza i servizi di Arti Grafiche 3G. Quando vince la qualità rispetto al web… Bravi !
Lavoro con loro da molti anni ormai, sempre professionali, precisi, competitivi e anche tempestivi nelle risposte. Super consigliata come Azienda
Il titolare Sig. Antonio è una persona molto professionale e disponibile, vi troverete sicuramente bene
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Molto professionali e creativi!! Soddisfatto!
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Vi serve del Packaging a Milano, ci siamo!

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Nella giornata dell’unità nazionale riscopriamo il valore della carta

La carta stampata, l’editoria e l’industria grafica hanno contribuito in modo sostanziale all’Unità d’Italia.
Oggi l’Italia è unita anche dal gesto quotidiano di separare la carta e conferirla correttamente alla raccolta differenziata.

All’indomani dell’Unità, l’Italia si presentava infatti come un paese di oltre 20 milioni di abitanti: un’area di produzione e consumo tutt’altro che trascurabile nel panorama dell’Europa di quel tempo.

Il processo di industrializzazione italiano fu favorito e reso possibile dalla creazione di un mercato interno sufficientemente ampio, collegato anche dalla nascente rete ferroviaria.

Inoltre, la sempre maggiore diffusione, dal 1861 in poi, di fogli e riviste – grazie anche alle innovazioni tecnologiche nella produzione di carta e nella stampa – ha giocato un ruolo fondamentale per la circolazione delle idee e la formazione di un’identità condivisa.

Trasporto e stoccaggio delle merci, oltre che loro confezionamento e protezione, diventano questioni da risolvere in modo veloce ed efficace per non perdere le nuove interessanti opportunità commerciali.

Sul finire del XIX secolo, dunque, il principale sbocco della carta industriale italiana diventa l’imballaggio.

L’industria cartaria si rivela una risorsa rilevante per l’economia del nostro nuovo Paese, formando tecnici e maestranze specializzate in grado di innovare profondamente le applicazioni industriali e creative di un materiale di antica tradizione. Gli usi della carta e quindi la sua produzione si diversificano in diversi settori.

Si diffondono la carta Kraft e le scatole di cartone: leggere e solide di ogni forma adatte a qualsiasi tipo di contenuto.

Gli imballaggi vengono rapidamente utilizzati in molteplici settori industriali: dall’agroalimentare, all’elettronica fino a quello edile.

Non solo, la carta viene anche usata come isolante nei nuovi materiali elettrici: negli interruttori e nei campanelli, nei condensatori, nei fusibili e intorno al 1891 nei cavi telefonici.

La carta (come tutti i suoi derivati) è rinnovabile, riciclabile e rimane il supporto più naturale per le idee e per la movimentazione di merci e più della metà della carta e del cartone utilizzati in Italia e in Europa proviene oggi dal riciclo. In Italia su 100 tonnellate di carta prodotte, 56 provengono dal macero ed il settore del riciclo ha dato vita, negli ultimi anni, a un nuovo comparto industriale che, oltre a recuperare materia prima seconda per la produzione nazionale di imballaggi, esporta macero all’estero. Un segmento di “green economy” che ha già prodotto grandi benefici sul piano economico e su quello ambientale.

Ma non ci può essere riciclo senza raccolta differenziata.

In Italia, la raccolta differenziata di carta e cartone continua a registrare un trend di crescita nonostante le crisi economiche cicliche e i conseguenti sbalzi nella produzione e nel consumo di beni e dei loro imballaggi, la semplice abitudine di differenziare in casa i rifiuti si via via sempre più consolidata nel nostro Paese, diventando anche elemento di coesione sociale e civica.

Grazie a questa attività, garantita da Comieco in circa 6.300 Comuni italiani, oggi il tasso di riciclo in Italia supera l’80% e ben 4 imballaggi usati su 5 vengono riciclati per fabbricare nuove scatole, prodotti per la cartoleria e l’editoria, ma anche arredi, gioielli e altri oggetti di design, nuovi settori i n cui la carta si conferma si conferma un importante stimolo alla diffusione di nuova progettualità e nuove idee, unite da una comune volontà di trasformare un rifiuto in una risorsa utile e creativa.

Carta a e cartone, materiali riciclabili e riciclati per eccellenza, si confermano un prodotto tradizionale e antico che è riuscito a mantenere inalterato nel tempo le potenzialità espressive e divulgative che lo rendono protagonista – oggi come oltre 150 anni fa – della diffusione di idee, creatività, perizia tecnica e artistica e, soprattutto, elemento fondante di una cultura sociale e civica fondata sul rispetto per l’ambiente. Continuiamo quindi a fare l’Italia, anche con il riciclo di carta e cartone.

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Etichettatura obbligatoria per l’imballaggio

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Etichettatura obbligatoria per l’imballaggio.

Si segnala che il decreto legislativo n. 116 del 3 settembre 2020 (in vigore dal 26 settembre 2020) che recepisce la “Direttiva rifiuti e imballaggi” apporta modifiche al comma 5 dell’articolo 219 del d.lgs. 152/2006 che interessano l’etichettatura degli imballaggi:

“Tutti gli imballaggi devono essere opportunamente etichettati secondo le modalità stabilite dalle norme tecniche UNI applicabili e in conformità alle determinazioni adottate dalla Commissione dell’Unione europea. Per facilitare la raccolta, il riutilizzo, il recupero ed il riciclaggio degli imballaggi, nonché per dare una corretta informazione ai consumatori sulla destinazione finali degli imballaggi. I produttori hanno, altresì l’obbligo di indicare, ai fini della identificazione e classificazione dell’imballaggio, la natura dei materiali di imballaggio utilizzati, sulla base della decisione 97/129/CE della Commissione” (in allegato la Decisione 97/129/CE).

Sistema di numerazione e abbreviazioni per la carta e il cartone

Materiale

Cartone ondulato PAP 20

Cartone non ondulato PAP 21

Carta PAP 22

Abbreviazioni

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Riciclabilità – Astuccio

Infine per comunicare la riciclabilità del tuo imballaggio puoi utilizzare il ciclo di Mobius (Il ciclo di Mobius e un marchio disciplinato dalla norma UNI EN ISO 14021, e applicabile a tutti i prodotti e a tutti gli imballaggi riciclabili o in materiale riciclato)

Non nascondiamo che dalle associazioni dei produttori ci siano diverse richieste di miglioramenti e/o chiarimenti.

Ad esempio come trattiamo le produzioni già realizzate?

Se il cliente non offre indicazioni il produttore si può imporre?

Chiedete a noi, siamo una delle più importanti aziende di packaging di Milano.

 

 

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Eco packaging design: tra paranoia e accessibilità tra sicurezza e inclusione

Eco packaging design: tra paranoia e accessibilità tra sicurezza e inclusione

Comieco all’interno del partenariato con il Master di primo livello “Systemic Innovation Design per il progetto del packaging” del Dipartimento di Architettura e Design – DAD del Politecnico di Torino ha partecipato al Design Lab 3.

Le restrizioni praticate universalmente, insieme ad una tensione verso l’igiene mai sufficiente, hanno modificato abitudini e comportamenti con particolare enfasi sul settore del cibo. Hanno costretto alla sanificazione qualunque prodotto food e non food, reo di provenire da uno scaffale della distribuzione.

L’intera esperienza d’uso, a partire dalle logiche relazionali tra gli utenti si è evoluta nei confronti di una crescente attenzione al contenuto come al contenitore.

Questo nuovo scenario ha aperto dunque nuove opportunità per la carta e il cartone e per il design aprendo riflessioni necessarie, cogliendo sfide urgenti e lasciando intendere nuovi interrogativi e possibilità di sviluppo.

In questo scenario il laboratorio ha indagato il futuro degli imballaggi in carta e cartone. Oltre la pandemia, dai sigilli antibatterici, alle aperture facilitate, dall’accessibilità in ottica di riciclo alla comunicazione.

 

L’emergenza sanitaria ha modificato totalmente i nostri comportamenti nei confronti di acquisti, abitudini alimentari, così come il rapporto con il packaging.”

https://www.comieco.org/eco-packaging-design-quale-futuro-per-carta-e-cartone/

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