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Tag: packaging Milano

scatola da imballo

Packaging personalizzato a Milano

Stai cercando chi faccia del packaging personalizzato a Milano?

Il packaging personalizzato a Milano?

Da oltre 50 anni, vicino a Milano, e precisamente a Fizzonasco, Arti Grafiche 3G produce packaging, imballi, prodotti in cartone e in carta stampata.

Lavoriamo principalmente per aziende del Nord Italia, ma abbiamo cliente sparsi in tutta la penisola. Sicurante stare a Fizzonasco, a pochi km dall’uscita della della tangenziale 7 bis di Milano, è un vantaggio strategico. In pochi minuti si raggiunge la tangenziale di Milano e gli svincoli autostradali per Bologna, Torino, Genova.

Cosi possiamo raggiungere tutti il Nord Italia ma anche il resto.

 

Negli ultimi anni abbiamo cliente sparsi davvero per tutto  il “Bel Paese” afferma Antonio Bambacigno, il responsabile commerciale dell’Arti Grafiche 3G.

Dall’isola della Maddalena, fino all’isola di Gransasso,  abbiamo clienti affezionati.

Perchè Milano?

MIlano dal dopoguerra è diventata la capitale industriale d’Italia. La moda, la manifattura, i servizi, tutti hanno come centro Milano.

E proprio dal centro della Lombardia, Arti Grafiche 3G, rifornisce di packaging, imballi, opuscoli, etichette, carta stampata molte PMI, lombarde e non solo.

 

Molte aziende ricercano proprio su Milano il packaging personalizzato perfetto che sia in grado di dare un valore aggiunto al proprio prodotto.

Il nostro staff vi aiuterà a fare un packaging su misura, in base alle vostre esperienze.

ti serve del packaging personalizzato a milano ?

Siamo a pochi passi dall’uscita 7bis della tangenziale.

Contattaci!

Contattaci per avere subito un preventivo dettagliato, una consulenza gratuita e se ci venite a trovare un buon caffè.

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    Cosa ci serve

    Progettiamo packaging su misura – Milano

    Progettiamo packaging su misura – Milano

    Il packaging su misura è uno strumento molto prezioso e molto potente per ciò che riguarda il marketing.
    Infatti, grazie ad esso un’azienda può far sì che il proprio brand venga conosciuto da un maggior numero di persone. Ma, soprattutto, le dà la possibilità di differenziarsi e di mettere in risalto la propria unicità.

    Grazie al packaging su misura, quindi, un marchio può distinguersi facilmente dalla concorrenza; può esprimere la propria personalità (la propria brand identity) anche con le scatole che contengono i suoi prodotti.
    Ci sono tanti modi per personalizzare questi contenitori giocando con le forme e i colori, per esempio.
    Si può scegliere se farla semplice la scatola oppure se farla di forma particolare, se farla stampata e così via.
    Si possono imprimere disegni e fotografie, Il proprio logo o il proprio simbolo, lo slogan aziendale;
    si può mettere un QR code con cui, ad esempio, collegarsi al sito web dell’azienda per avere più informazioni su di essa.

    Oltre che per farsi riconoscere, un packaging personalizzato può aiutare anche a vendere di più.
    Infatti, tante persone scelgono un prodotto anche in base al tipo di scatola che lo contiene: se piace, se attrae, è più facile che acquistino il prodotto.

    Abbiamo visto anche che tante aziende utilizzano delle scatole eleganti (come le scatole a cofanetto) quando devono inviare dei regali ai propri clienti o a un influencer.

     

    Il nostro packaging su misura

    Noi produciamo scatole resistenti e in grado di proteggere il proprio contenuto, ma ci dedichiamo anche all’immagine aziendale dei nostri clienti. Possiamo farlo grazie allo studio del marketing che ci insegna l’arte del packaging.
    Abbiamo una certa esperienza in questo settore; anzi, è un campo in cui siamo specializzati.
    Pertanto, se hai un’azienda e la vuoi far conoscere al pubblico e attirare più clienti utilizzando questo strumento ti puoi rivolgere a noi.

    Oltre alle scatole e agli imballaggi possiamo utilizzare elementi come vestiti, astucci, carta intestata e così via. Tutte cose che possono servire a far circolare il proprio brand e a far conoscere meglio la propria azienda.
    Un altro fattore che per molti è importante è il materiale. Noi usiamo prevalentemente materiali riciclati e riciclabili. Per rispetto dell’ambiente.

    Se sei interessato, contattaci pure.
    Siamo a Pieve Emanuele (Milano), ma operiamo su tutto il territorio nazionale.

     

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      scatola in teso fondo e coperchio

      Tipologie di scatole.

      Tipologie di scatole.  

      Ci sono tante tipologie di scatole. Sei interessato ad un packaging fatto a Milano ?

      Ci sono una miriade  di scatole.

      Le più comuni in cartone teso, sono gli astucci.  Sono quelli che hanno la stessa apertura sulla testa e sul fondo.

      In alcuni casi il fondo deve esser più resistente e quindi serve un incastro a coda di rondine o addirittura incollata.  Ha senso per le medie/grosse quantità in quanto ci sono dei costi di avviamento che si giustificano solo con determinate tirature.

      Infine ci sono quelle a “marmotta” o fondo e coperchio.

      vi serve del packaging a milano§? 

      Sono un ottima alternativa alle  scatole ricoperte. Esteticamente sono simili ma hanno un doppio  vantaggio.

      Occupano meno spazio sia nel trasporto che nell’immagazzinaggio in quanto viaggiano stese. Il secondo è prettamente economico, costano circa un terzo.

      Scatola a coda di rondine. Queste sono una valida alternativa alle scatole con il fondo incollato. Hanno il vantaggio di esser più economiche ma altrettanto rapide nel montaggio e nella tenuta.
      astuccio classico
      fondo a scatto
      scatola con fondo incollato. Queste scatole sono le più performanti in quanto hanno un fondo incollato che lo rende robusto e resistente al peso. Un altro suo enorme pregio è la velocità di formazione della scatola. Il difetto? Sicurante il costo di avviamento lo rende appetibile per le medie, grosse quantità.
      marmotta
      scatola fondo e coperchio

      Per maggior informazioni

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        comunicare

        Come il neuromarketing aumenta le vendite. Il packaging è fondamentale

        Come il neuromarketing e il packaging aumentano le vendite.

        Per studiare e approfondire c’è stato il Progetto, “nudi o vestiti.”

        Il progetto Nudi o Vestiti? indaga il mondo della  cartotecnica e dell’imballo come prodotto comunicativo e funzionale attraverso la lente della sostenibilità ambientale. Attraverso mostre, eventi e canali digitali Nudi o Vestiti? diffonde la cultura del packaging design e ne promuove una lettura critica.

        Questo progetto collabora con Comieco attraverso il progetto editoriale ‘Idea for packaging: carta e cartone tra innovazione e sostenibilità’ per divulgare pratiche sostenibili e innovative nel campo del packaging design in carta e cartone.

        Come il neuromarketing e il packaging aumentano le vendite.

        In mostra sono presenti oltre 70 tipologie di imballi provenienti da più di 20 nazioni diverse. Vendere ogni giorno è sempre più difficile e l’abito che facciamo indossare al nostro prodotto è fondamentale.

        Tutto ciò si poggia su le nuova fondamenta di neuromarketing la branchia del marketing basata su i sensi.

        Come il neuromarketing aumenta le vendite. Il packaging è fondamentale. Tutti i sensi sono coinvolti nelle nostre scelte. Una delle più influenzabili sono proprio le scelte di acquisto per spingere i clienti verso un determinato prodotto.

        Non solo la vista è coinvolta in questo processo. Quindi una bella grafica certamente aiuta.  Ma possiamo anche valorizzare il tatto con l’uso di carte goffrate, tamburate, ruvide. Oppure valorizzando con plastificazione soft touch o con vernici che danno l’idea del ruvido.
        Ma possiamo anche valorizzare la carta con vernici profumate per coinvolgere anche l’olfatto!

        Estremizzando un bel pacco ti fa vendere di più..

        http://www.nudiovestiti.it/it

        Come il neuromarketing e il packaging aumentano le vendite?

        Siamo sia scatolificio che produttori di packaging. ( scatolificio packaging).

        Contattaci per realizzare il tuo packaging!

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          scatola automontate.

          Differenza tra scatole ricoperte e automontati.

          Differenza tra scatole ricoperte e automontati

          Molti clienti alla ricerca di una scatola a cofanetto o a marmotta, ci chiedono di produrre una scatola come quella dell’iphone.

          Questo tipo di scatola offre sicuramente una robustezza e una eleganza degna di un prodotto che sfiora i mille euro.

          A fronte di questi pregi ( robustezza ed eleganza ), questo tipo di scatole ha due grandi difetti. Il primo è il costo.

          Infatti si tratta di una scatola che viene prodotta quasi interamente a mano, con lavorazioni artigianali. Questo per quantità fino a 5/10.000 pezzi.

          Sopra queste quantità ci sono macchinari che sono in grado di avere una buona resa e riescono ad avere il prodotto finito ad un buon prezzo. Questo è il caso della famosa scatola dell’ iPhone prodotta in milioni di pezzi a un prezzo basso.

          Differenza tra scatole ricoperte e automontati.

          Quali sono?

          Detto ciò se vi trovate nel caso di produrre pochi centinaia o migliaia di pezzi, forse non sempre è la soluzione al vostro caso.

          E anche se avesse la fortuna di dover produrre migliaia di pezzi, qui interviene il secondo difetto di questo tipo di scatole.

          Il volume! Sono scale che sono già formate e confezionate. Vi ritrovereste  così a fare viaggiare aria e a dovere immagazzinare nelle logistiche o nei vostri magazzini  enormi mc di aria!

          La soluzione ? Le scatole automontati! Come dice la parola stessa, questo tipo di packaging non necessita di  colle o altro per la sua formazione.

          Viaggia steso e resta steso fino ad occupare un decimo del volume delle scatole ricoperte o abbigliate.

          Questo fa scendere del 90 % il costo del trasporto e dello stoccaggio.

          La rese estetica ? Molto ma molto simile alle scatole ricoperte, costando però un terzo o un quarto delle prime.

          Vi servono scatole automontati personalizzate!

          Allora perché spendere di più?

          Se avete ancora dubbi in merito non esitare a contattarci, via email o via telefono.

          Saremo lieti di spiegarti tutto per il meglio e di farti un preventivo molto dettagliato.

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            Scatole fustellate

            Quali sono le funzioni del packaging?

            Quali sono le funzioni del packaging.

            Il packaging assolve a quattro funzioni:

            1. Contenimento del prodotto, del bene del quale usufruirà il consumatore;
            2. Protezione del contenuto da fattori esterni quali azioni meccaniche – urti, contatto con altri oggetti esterni. Ma  anche da contaminazioni da parte di agenti chimici – acqua, umidità, aria, ecc. – al fine di mantenerne la qualità inalterata nello spazio e nel tempo;
            3. Manipolazione della merce tra i vari utenti che compongono la rete distributiva. A partire dal produttore per arrivare all’utilizzatore o al consumatore;
            4. Presentazione del bene al consumatore, divenendo valore aggiunto e svolgendo una funzione comunicativa. Ciò grazie al trasferimento di informazioni dal produttore all’utilizzatore.

            Per tutte queste ragioni il packaging deve essere studiato, progettato, realizzato da aziende specializzate, che siano in grado di agevolare l’assolvimento di tutte e quattro le funzioni nel miglior modo possibile. Molte volte il cliente si affida a semplici tipografie o aziende che stampano solamente.

            Solo chi giorno per giorno, anno dopo anno, da oltre 50 anni produce scatole e imballi, può assicurarvi un packaging che sia non solo un costo, ma un valore aggiunto.

             

            Affidatevi ad Arti Grafiche 3G per il vs packaging.

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              Il packaging come fattore di sostenibilità

              Il packaging come fattore di sostenibilità

              Il packaging come fattore di sostenibilità

              – Quando l’imballaggio riveste un ruolo essenziale per l’ambiente

              L’industria dell’imballaggio è chiamata a rispondere alle richieste dei consumatori che chiedono a gran voce l’utilizzo di imballaggi ecologici, fra certificazioni e nuovi materiali a minor impatto. Nel quadro di un’economia circolare, la carta sta giocando un ruolo fondamentale in sostituzione ai materiali a base di plastica.

              Riciclabili, biodegradabili, compostabili e studiati in modo da evitare sprechi. In un’economia sempre più mirata alla sostenibilità, l’attenzione agli imballaggi diventa un punto cruciale. Anche nel settore della moda.

              Il packaging come fattore di sostenibilità

              Rén colletive, collettivo che si occupa in maniera propositiva di moda sostenibile, ne parlerà nel prossimo webinar gratutio “Il packaging come fattore di sostenibilità – Quando l’imballaggio riveste un ruolo essenziale per l’ambiente“.

              Federica Brumen, dell’area Ricerca e Sviluppo, contribuirà con una testimonianza sul tema del packaging cellulosico come esempio di economia circolare.

              La partecipazione è gratuita, ma è necessaria la registrazione.

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                scatola automontate.

                Glossario per packaging e per cartotecnica

                Glossario per packaging e per cartotecnica

                Un breve elenco di (quasi) tutti i termi tecnici del nostro settore.

                E’ importante usare la terminologia corretta per avere una comprensione maggiore tra il produttore e il cliente finale.

                Dalla a alla C!

                 

                Abbondanza: è lo spazio necessario oltre la line di taglio per avere la sicurezza che il lavoro grafico non venga tagliato o che non si veda il rifilo bianco. Di solito è 3 mm.

                Accoppiatura: fase della lavorazione che consente di accoppiare di solito un cartone gr 250 al microonda o all’onda nuda.

                Astucci : packaging , normalmente incollato sul lato, che consente di proteggere il prodotto.

                Realizzato in cartone teso o microonda.

                Avviamento maccchina: fase di partenza della lavorazione che è un costo fisso. E’ tipica della stampa offset, della fustellatura, della incollatura.

                Campione cliente: Campione fornito dal cliente o fac simile realizzato per farlo visionare.

                Cartone teso:Si definiscono cartoncino e/o cartone teso i materiali cellulosici monopatinati, bipatinati o non patinati, con grammatura compresa fra 200 e 700 g/mq, non ondulati e destinati alla fabbricazione di astucci, scatole e contenitori pieghevoli, incollati o stesi.

                Cartone ondulato: l cartone ondulato viene usato soprattutto nel settore degli imballaggi. Nella sua forma più semplice è costituito da due superfici di carta piana dette copertine che racchiudono una carta ondulata e che si legano tra loro con l’utilizzo di collanti naturali. È questa azione combinata delle copertine con l’onda interna che conferisce rigidità e resistenza all’insieme e ne determina l’efficacia nel confezionamento e nel trasporto delle merci.

                LA CARTOTECNICA 

                Cartotecnica: lavorazione su carta e cartone al fine di fornire un valore aggiunto al prodotto.

                Cianografica:  Prova su carta della parte grafica del prodotto da realizzare, da fornire al cliente per l’approvazione. Non rende fedelmente il colore, ma serve per farsi una idea di come e cosa verrà stampato sul foglio macchina.

                Clichè: stampo in metallo, necessario per alcuni tipi di stampa.

                Colla a caldo:  Preparato granulare o a panetti che, sciolto in appositi fusori alla temperatura di 160/180° C, può essere trasferito sui punti di incollaggio.

                Colla vinilica: Adesivo a freddo, a base d’acqua, atto all’incollaggio.

                Commessa: documento che contiene tutte le informazioni del lavoro.

                Cordonatura:  Operazione che prepara la successiva piegatura. La sua funzione consiste nell’indebolire il cartone lungo linee ben definite. Viene effettuata da una sottile lama di acciaio e da una scanalatura intagliata con precisione nella matrice.

                Crocino – Croce cerchiata a bordo stampa utilizzata come riferimento per la centratura cromatica.

                Cromalin – Anche detto prova colore chimica o prova digitale. È una prova di stampa riprodotta su apposito supporto.

                DALLA C ALLA M!

                Disegno tecnico – Riproduzione in piano e in scala dello sviluppo del prodotto opportunamente quotato (disegni realizzati con Autocad o Artioscad i cui file hanno estensione .DWG, .DXF o .ARD).

                Estrattore – Accessorio per fustella piana. Ha la funzione di facilitare l’estrazione degli sfridi interni ed esterni della sagoma tagliata dalla fustella.

                Filetto cordonatore – Lama d’acciaio di diversi spessori e altezze che non presenta bordi affilati. Opportunamente tagliata e sagomata viene fissata su una base di legno.

                Filetto da taglio – Lama in acciaio di diversi spessori e altezze che presenta un bordo affilato. Opportunamente tagliata e sagomata viene fissata alla base lignea della fustella.

                Finestratura Fase di lavorazione cartotecnica che permette di applicare su astucci o scatole delle sagome di materiale plastico trasparente in modo da formare una finestra attraverso la quale si può vedere il prodotto.

                Flessografia – La flessografia, più comunemente chiamata flexo, è un metodo di stampa rotativa diretta che usa lastre matrici a rilievo di gomma o di materiali fotopolimerici.

                Foil – Film di materiale plastico, allestito in bobina, che supporta un preparato di vari colori (argento, oro e altre pigmentazioni).

                Fustella – Utensile composto da lame d’acciaio, saldamente affrancate a una base lignea secondo un tracciato predeterminato in funzione del taglio e della piegatura del cartone. È un utensile senza asportazione di truciolo e viene normalmente utilizzata per la realizzazione di astucci o scatole. È realizzata su base piana e pertanto è denominata fustella piana o americana.

                 

                Glossario per packaging e per cartotecnica

                Fustella laser – Accessorio di legno multistrato spesso 18 mm, la cui superficie è stata preparata per il montaggio delle lame tramite la realizzazione di tagli effettuati con macchina automatica a raggio laser.

                Fustella Pilota – Fustella piana utile a preparare una campionatura che presenta una sola posa completa (filetto e cordone).

                Fustellato steso – Posa o sagoma piana non incollata.

                Fustellatura – Fase della lavorazione cartotecnica che effettua taglio, rilievo e altri tipi di trattamento del foglio di cartone.

                Impianto stampa – L’insieme dei file che occorrono per la realizzazione del prodotto nella sua completezza.

                Incollatura – Fase di lavorazione cartotecnica che, tramite l’unione e l’incollatura dei due lembi dell’astuccio o della scatola, completa la lavorazione rendendo il prodotto utilizzabile o idoneo agli scopi previsti.

                DALLA M ALLA R!

                Messa in macchina – Raccolta della documentazione per dare inizio alla lavorazione.

                Packaging cartonato – Prodotto la cui copertina è formata da una plancia accoppiata a cartone pesto di vario spessore.

                Piega – È la linea che indica le pieghe (cordonature) della fustella. È consigliabile rimanere a 3/5 mm di distanza per evitare di stampare testo e immagini proprio sulle pieghe.

                Piegaincolla – La piega-incollatura dell’astuccio o del fustellato rappresenta una fase opzionale della lavorazione cartotecnica; si rende, infatti, necessaria solo quando il fustellato in questione sia da montare, a mano o in automatico. Le piegaincollatrici rappresentano, infatti, l’ultimo anello della catena di produzione cartotecnica e permettono di produrre in linea, ad alte velocità, tutte le tipologie di imballaggio.

                Pinza – Lato del foglio (generalmente il lato lungo) che viene afferrato dalle pinze della macchina da stampa e della fustellatrice.

                Pose – Numero di pezzi presenti su un foglio.

                Preavviamento – Tutte le operazioni effettuate fuori macchina atte a favorire o snellire la fase di avviamento.

                Resa – Numero di pose con la stessa sagoma presenti sullo stesso foglio.

                Resa mista – Indica una distribuzione di stampa in cui sono presenti sagome di forma o con grafica diversa.

                DALLA S ALLA Z!

                Sagoma – Perimetro di un prodotto cartotecnico (astucci, scatole ecc.).

                Scatola da imballo – Imballo di tipo americano realizzato in cartone ondulato a una o più onde.

                Scatola rigida – Scatola realizzata con carta, monopatinata o speciale di grammatura fino a un massimo di 200 gr/mq., accoppiata a cartone ondulato.

                Squadra – Lato del foglio (generalmente quello corto) che viene accompagnato sul registro squadra della macchina da stampa e della fustellatrice.

                Standard Color – Riferimento cromatico o colore speciale Pantone fornito per indicazione.

                Taglio – Indica la linea di taglio della fustella. È consigliabile mantenere ad almeno 3 mm di distanza da questa linea oggetti, testi e informazioni importanti.

                Tracciato o Lucido – Disegno completo della fustella in scala 1:1, normalmente realizzato con plotter su fogli di materiale traslucido, preparato dal fustellificio o dalla progettazione.

                Zona di incollatura – Indica la zona riservata alla colla. È importante lasciarla libera dalla grafica che altrimenti verrebbe coperta dalla patella di incollatura.

                Glossario per packaging e per cartotecnica

                Ti serve una consulenza o un preventivo sul packaging?

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                  La gerarchia nel packaging

                  Il packaging moderno può essere suddiviso in diverse categorie, in base alla funzione svolta ed al suo ruolo nella catena produttivo. Primario, secondario e terziario. 
                  Il packaging, innanzitutto, viene definito come il prodotto, composto di materiali di qualsiasi natura,nel nostro caso cartone, adibito a contenere determinate merci, dalle materie prime fino ai prodotti finiti, a proteggerle, a consentire la loro manipolazione e la loro consegna dal produttore al consumatore. Oppure  all’utilizzatore, ad assicurare la loro presentazione, nonché gli articoli a perdere usati allo stesso scopo.
                  Ne consegue che a seconda della posizione di un determinato imballaggio all’interno della filiera, esso potrà essere ricondotto ad una delle seguenti categorie, in una vera e propria gerarchia del packaging:

                  1. IMBALLAGGIO PRIMARIO

                  L’imballaggio primario è quello che costituisce un’unità di vendita per l’utente finale o per il consumatore. 

                  La funzione di questo è valorizzare il prodotto e proteggerlo.
                  Tra gli imballaggi primari, come detto, vengono considerati anche gli imballaggi a perdere. Ovvero quelli che al termine della filiera si trasformano in rifiuti, smaltiti dal consumatore finale in modalità differenti a seconda del loro materiale costitutivo, in particolare in contesto cittadino attraverso la raccolta differenziata.

                  2. IMBALLAGGIO SECONDARIO

                  L’imballaggio secondario è quello che raggruppa un certo numero di unità di vendita. È anche chiamato imballaggio multiplo e la sua caratteristica principale è che sia presente un altro imballaggio al suo interno a separarlo dal prodotto. Questo perché possa essere rimosso senza alterarne le caratteristiche. Non è necessario che il prodotto contenuto sia venduto raggruppato o suddiviso nelle singole unità, la sua finalità è prettamente logistica: infatti, facilita il rifornimento degli scaffali nel punto vendita.

                  3. IMBALLAGGIO TERZIARIO

                  Esiste infine un terzo tipo di imballaggio dal punto di vista funzionale, quello per il trasporto, concepito per facilitare la movimentazione delle merci durante lo spostamento da un punto all’altro della filiera. Evitando i danni connessi ai rischi fisici che questo incontra lungo il suo percorso.

                  Sempre più aziende stanno spostando il packaging dalla plastica al cartone, un materiale molto più ecologico ed ecosostenibile.

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