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CER Fizzonasco: comunità energetica a Pieve Emanuele

Sul territorio di Pieve Emanuele e Opera sta per nascere la comunità energetica rinnovabile di Fizzonasco (CER): il lancio ufficiale è previsto per settembre 2026. Si tratta di un’iniziativa concreta che permetterà a famiglie, condomini, piccole imprese e negozi di condividere energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, ricevendo in cambio incentivi statali e risparmi diretti in bolletta.

Il momento giusto per informarsi è adesso, prima dell’avvio: manifestare interesse oggi non impegna a nulla, ma ti permette di essere tra i primi a entrare nella comunità e di iniziare a ricevere i benefici fin dal primo giorno operativo.

Come azienda radicata nel territorio da oltre quarant’anni, crediamo valga la pena spiegare — in modo semplice e trasparente — di cosa si tratta, chi potrà aderire e perché i rischi sono praticamente assenti.

Cos’è una CER, in parole semplici

Una Comunità Energetica Rinnovabile è un gruppo di persone, famiglie o aziende collegate alla stessa cabina di trasformazione elettrica (la cosiddetta “cabina primaria”) che decidono di produrre e condividere energia da fonti rinnovabili — nel caso di Fizzonasco, principalmente da impianti fotovoltaici.

Non si tratta di un’associazione alternativa al gestore di rete. Il contratto con il proprio fornitore di energia rimane esattamente com’è. La CER si affianca: quando l’impianto produce più di quanto i suoi “produttori” consumano in quel momento, l’energia in eccesso viene virtualmente condivisa con i “consumatori” della comunità, che ricevono un incentivo calcolato su quella quota.

“Non dovrai installare nulla, non dovrai cambiare gestore, non dovrai sborsare capitali. Basta manifestare interesse ora — e da settembre 2026 i benefici partono in automatico.”

I vantaggi concreti per chi aderisce

Simulazione risparmio per un consumatore CER

Quota consumer CER

35%

Incentivo GSE (€/MWh)

100 €

🏠
Famiglia media
~2.700 kWh/anno · F1 40%

Riduzione oneri rete
Energia condivisa945 kWh
Risparmio oneri (~90 €/MWh)85 €
Incentivo GSE (solo F1)
Quota in F1 (40%)378 kWh
Incentivo GSE al 35%13 €
Risparmio stimato annuo
~8 €/mese

98 €

🏪
Artigiano / PMI
10.000 kWh/anno · F1 70%

Riduzione oneri rete
Energia condivisa3.500 kWh
Risparmio oneri (~90 €/MWh)315 €
Incentivo GSE (solo F1)
Quota in F1 (70%)2.450 kWh
Incentivo GSE al 35%86 €
Risparmio stimato annuo
~33 €/mese

401 €

Ipotesi di calcolo. Quota consumer CER: 35% dell’energia condivisa. Riduzione oneri ARERA: ~90 €/MWh sull’intera quota condivisa. Incentivo GSE: tariffa media 100 €/MWh (range normativo 60–118 €/MWh per impianti <200 kW, D.M. 24/01/2024), applicata alla sola fascia F1 — stimata al 40% per la famiglia e al 70% per l’artigiano. L’incentivo GSE viene distribuito ai consumer al 35%. Durata incentivo: 20 anni. Valori orientativi.

💶

Incentivo GSE

Riconosciuto sull’energia condivisa, attivo per 20 anni dall’entrata in esercizio.

📉

Riduzione in bolletta

Risparmio automatico sulla componente degli oneri di rete.

🔒

Nessun investimento

Il consumatore non sostiene alcun costo di impianto.

🌿

Impatto ambientale

Ogni kWh condiviso riduce le emissioni di CO₂ a livello locale.

Perché i rischi sono assenti (o trascurabili)

Il timore più comune è quello di “firmare qualcosa” senza capire bene le conseguenze. È un timore legittimo, ma la struttura delle CER è costruita proprio per eliminare i rischi per i soci consumatori.

Preoccupazione comune Come stanno realmente le cose
«Devo installare pannelli solari?» No. Come consumatore non installi nulla. Nessun intervento
«Devo cambiare il mio fornitore di luce?» No. Il contratto rimane invariato. Nessuna modifica
«Se esco dalla CER, ho penali?» Gli statuti prevedono recesso libero. Di norma libero
«Rischio interruzioni nella fornitura?» No. La rete nazionale garantisce sempre l’energia. Fornitura continua
«Devo investire del denaro?» No. L’investimento riguarda solo chi installa gli impianti. Zero capitale
«E se la CER chiude?» La tua utenza funziona normalmente. Cessa solo l’incentivo CER. Nessun danno

Chi può aderire alla comunità energetica rinnovabile di Pieve Emanuele

🏠 Famiglie e condomini

Se la tua abitazione si trova nel perimetro della cabina primaria di Fizzonasco (comuni di Pieve Emanuele e Opera), potrai aderire come membro consumatore. Ti basterà un’utenza elettrica attiva. L’incentivo annuale potrà valere tra i 100 e i 300 euro — senza fare nulla di diverso rispetto a oggi.

Per i condomini con parti comuni (luci scala, ascensore, cancello) il vantaggio si moltiplica: anche l’utenza condominiale accede agli incentivi.

🏪 Piccole imprese e negozi

Anche le attività commerciali, gli artigiani e i piccoli uffici con sede nei comuni interessati potranno aderire. Chi ha consumi elettrici significativi di giorno — un negozio, un laboratorio, un ufficio — massimizza il beneficio. Nessuna modifica agli impianti, ai contratti o alla contabilità. Compatibile con qualsiasi regime fiscale.

Come funzionerà in pratica: i tre passi

1. Manifesta il tuo interesse adesso

Non aspettare settembre: contattaci oggi per segnalare il tuo interesse. Raccoglieremo i nominativi di chi vuole aderire, così da essere pronti al lancio. Non è un impegno vincolante.

2. Verifica l’idoneità e firma l’adesione

Verificheremo che la tua utenza ricada nel perimetro della cabina di Fizzonasco. Basta il codice POD sulla bolletta della luce. L’iscrizione avviene con un semplice modulo associativo — non un contratto di fornitura.

3. Da settembre 2026: benefici in automatico

Il sistema del GSE calcolerà mensilmente la quota di energia condivisa attribuita alla tua utenza. L’incentivo viene erogato automaticamente, senza interventi da parte tua.

Il ruolo di Arti Grafiche 3G

Noi di Arti Grafiche 3G operiamo a Pieve Emanuele da oltre quarant’anni. Abbiamo scelto di sostenere la CER di Fizzonasco perché crediamo che iniziative come questa rafforzino il tessuto economico e sociale del territorio in cui lavoriamo ogni giorno.

La transizione energetica riguarda le famiglie, i negozi di vicinato, le imprese artigiane: esattamente il tessuto che rende vivi i nostri comuni. Per questo abbiamo deciso di dare visibilità a questa opportunità: affinché nessuno la perda per mancanza di informazione.

Vuoi essere tra i primi ad aderire alla CER di Fizzonasco?

La CER parte a settembre 2026. Contattaci adesso per segnalare il tuo interesse: verificheremo insieme la tua idoneità e ti terremo aggiornato. È gratuito e non impegna a nulla.

📞  02 90722461    ✉️  info@artigrafiche3g.it

Scrivici subito — è gratuito

Articolo pubblicato da Arti Grafiche 3G SaS — Via F.lli Rosselli 25, Pieve Emanuele (MI)
Le informazioni hanno carattere divulgativo. Per dettagli normativi fare riferimento ai documenti ufficiali del GSE e allo statuto della CER.

L'etichetta tua ambientale degli imballaggi neutri

L’etichettatura ambientale imballaggi neutri

L’etichettatura ambientale imballaggi neutri

Per l’etichettatura ambientale degli imballaggi neutri, Se lo spazio sull’imballaggio è limitato, o se l’imballaggio è neutro, è possibile inserire le informazioni di etichettatura ambientale sulla documentazione associata al prodotto (es. bolla/documento di trasporto)?

Per imballaggi neutri si intendono gli imballaggi non stampati che non prevedono una grafica o l’apposizione di alcuna simbologia e informazione, e che sono venduti tal quali ai clienti dai produttori.

La norma non esclude tali imballaggi dall’obbligo. Tuttavia, per alcune di queste casistiche sono state rilevati importanti limiti tecnologici che potrebbero non consentire l’apposizione fisica dell’etichettatura ambientale sul packaging.

A tal proposito, nella nota di chiarimenti veicolata dal Ministero della Transizione Ecologica il 17 maggio 2021, si esplicitano due particolari casistiche:

  • Gli imballaggi neutri in generale, con particolare riferimento a quelli da trasporto e/o possibili semilavorati.

Nella nota si definisce che viste le criticità incontrate dagli operatori, sia economicamente sia strutturalmente, nel fare fronte a tale obbligo, si rende necessario considerare una possibile alternativa alla tradizionale etichettatura da apporre sull’imballaggio stesso. Pertanto per questi imballaggi, che sono perlopiù facenti parte del canale B2B, l’identificazione del materiale di composizione dell’imballaggio può essere veicolato e comunicato dal produttore sui documenti di trasporto che accompagnano la merce, o su altri supporti esterni, anche digitali.

Per una consulenza gratuita non esitare a contattarci.

Saremo a tua disposizione nel minor tempo possibile. Scrivi una email o chiamaci e sapremo fugare tutti i tuoi dubbi. 

 

Se ti serve del packaging neutro contattaci.

 

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    pnrr

    Carta e cartone cardini del PNRR e dell’economia circolare

    Carta e cartone sono i cardini del PNRR e dell’economia circolare. Lo afferma  il Piano nazionale di ripresa e resilienza ( il Pnrr) a cui ormai tutti i settori dell’economia fanno affidamento.  Ilsettore è giustamente ritenuto strategico è il frutto di un lungo lavoro sul terreno concreto del riciclo e della difesa dell’ambiente. Tutti gli sforzi negli ultimi decenni finalmente hanno avuto un risultato di rilievo a livello governativo.

    Risorse impegnate

    Carta e cartone sono i cardini del PNRR e dell’economia circolare

    Infatti  le risorse assegnate ammontano a 150 milioni di euro e rappresentano una grande opportunità per migliorare ulteriormente l’elevato livello di circolarità della filiera. Nel  comparto dell’imballaggio ha già superato gli obiettivi europei previsti per il 2030 (il tasso di riciclo degli imballaggi cellulosici sia nel 2020 sia nel 2021 ha superato l’85%, ovvero il target dell’Unione Europea) D’altronde , si tratta  di una realtà consolidata: nel 2021 sono state raccolte e avviate a riciclo oltre 3,5 milioni di tonnellate di carta e cartone. Grazie all’impegno dei cittadini e all’efficienza del segmento cartario tutelato e garantito da Comieco. È interessante notare che le persone stanno apprezzando la sempre maggiore diffusione della raccolta differenziata, un’abitudine ormai consolidata per le aziende, le  famiglie e la collettività intesa anche come amministrazione pubblica. Un segnale forte e chiaro, come detto, di consapevolezza culturale e della necessità di un rapporto diverso con le abitudini di consumo e la tutela dell’ambiente.

    In conclusione

    È quindi evidente che il Pnrr rappresenta l’opportunità per rafforzare ulteriormente l’attività di riciclo della filiera cartaria. Un tessuto economico e produttivo che investe, innova, fa ricerca. E che ha presentato una serie di idee e progettualità tradotte in concreto, ammesse nella proposta di graduatoria per i finanziamenti previsti. I progetti selezionati sono 75 e oltre il 40% fra loro riguarda l’area centro-sud del Paese: per la precisione 32 interessano il Sud, 18 il Centro e 25 il Nord; la maggior parte – più del 50% – è stata presentata da impianti di gestione dei rifiuti, circa il 30% dei progetti invece è stato proposto da cartiere e cartotecniche. Il tutto in linea con l’obiettivo del Piano nazionale di ripresa e resilienza che ha destinato il 60% delle risorse all’area meridionale dell’Italia per dare ulteriore impulso di crescita anche dal punto di vista degli impianti e quindi con una impronta infrastrutturale che non può che essere utile.
    I temi, tra l’altro, saranno oggetto di approfondimento ad Ecomondo, la fiera per la transizione ecologica che si svolgerò dall’8 all’11 novembre a Rimini. .

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      Senza raccolta differenziata e riciclo, non c’è economia circolare

      raccolta differenziata e riciclo

      La crisi energetica sta mandando in crisi anche il modello di produzione ecologico e sostenibile?
      L’economia circolare si basa maggiormente sull’industria del riciclo rappresentata, nel caso dei materiali cellulosici, impianti di riciclo e recupero, da cartiere produttori di nuovi imballaggi. La continua ascesa del prezzo all’ingrosso del gas, l’incertezza sui contratti di fornitura e i livelli raggiunti dai costi energetici stanno mettendo in ginocchio la produzione industriale italiana fra cui la filiera della carta, un settore essenziale che si vede oggi a rischio di rallentare o fermare la produzione, con ripercussioni non solamente economiche ma anche ambientali.

      Ecco alcuni dati.

      Nel 2021, le cartiere italiane hanno utilizzato circa 6 milioni di carta da riciclare garantendo all’Italia il secondo posto in Europa dopo la Germania come Paese “riciclone”. La sola carta proveniente dalla raccolta differenziata dei Comuni supera i 3,6 milioni di tonnellate e rappresenta circa il 20% del totale della raccolta differenziata nazionale.

      Nel caso di un fermo impianti delle cartiere,   ogni giorno circa 10.000 tonnellate di carta non sarebbero riciclate, i costi di gestione delle raccolte differenziate aumenterebbero e in particolare si rischierebbe di distruggere una risorsa preziosa. Senza dimenticare che l’eventuale ricorso alla discarica comporterebbe un costo medio mensile di circa 60 milioni di euro.

      In aggiunta , per il secondo anno consecutivo, l’Italia ha centrato in anticipo l’obiettivo UE per il riciclo degli imballaggi cellulosici fissato all’85% entro il 2030, ottenendo un risparmio di emissioni di CO2 nell’atmosfera pari a circa 3,5 milioni di tonnellate rispetto all’uso di materia prima vergine.

      La filiera della carta

      La filiera della carta e cartone riciclati è uno dei fiori all’occhiello dell’economia circolare italiana e anche per questo, in una situazione “emergenziale” come quella attuale, è necessario fornire al più presto garanzia all’approvvigionamento di gas e un sostegno alla copertura del costo in modo che la filiera possa riprendere una produzione a regime, in grado di garantire il ritiro della carta proveniente dalla raccolta differenziata.
      Uno stop della produzione di imballaggi ha sicuramente ripercussioni su tutta la filiera del commercio e sui consumi, ma può essere davvero un colpo mortale per l’economia circolare ed un arresto per la raccolta differenziata e il riciclo di carta e cartone.

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        Obbligatorio da novembre 2010

        Vuoi ridurre l’impatto ambientale dei tuoi imballaggi ?

        Ecco qualche idea per spedizioni più green e per provare a ridurre l’impatto ambientale usando dei packaging sostenibili.

        Vuoi ridurre l’impatto ambientale dei tuoi imballaggi usando del packaging sostenibile?

        Cercare di ridurre l’impatto ambientale, compattare le emissioni inquinanti e trovare soluzioni smart per rendere più sostenibile la produzione e il commercio: sono queste ad oggi le principali missioni delle aziende che si sono rese consapevoli delle necessità ambientali e che desiderano dare il loro contributo per salvaguardare il pianeta.

        Sia nel commercio tradizionale, sia nell’universo dell’e-commerce, dopo i processi industriali una delle più significative fonti di inquinamento ad impattare sul pianeta sono le fasi di spedizione. Il trasporto dei prodotti a destinazione presso rivenditori o acquirenti finali incide negativamente sul bilancio ecologico delle imprese, rendendo sempre più indispensabile trovare soluzioni efficaci per ridurre l’effetto negativo degli scambi commerciali sulla Terra e mitigare gli effetti di un mondo sempre più orientato al consumo e allo spreco.

        Le preferenze sempre più green

        C’è inoltre, per le imprese, un aspetto essenziale da considerare: gli acquirenti oggi sono sempre più attenti alle loro scelte di consumo, perché è nettamente aumentata la consapevolezza attorno alle tematiche ambientali e all’importanza di ogni singolo comportamento d’acquisto. E’ ormai un dato di fatto che i consumatori iniziano a preferire nettamente i marchi che propongono packaging ecosostenibili e una logistica green, rivolgendosi con sempre più convinzione solo alle imprese che sembrano mettere il tema ambientale ai primi posti delle loro scelte.

        Chi si occupa di vendita, online oppure offline, non può certo trascurare le esigenze del suo pubblico target e deve necessariamente inserire nelle sue strategie una filosofia concretamente eco-friendly. Non basta proporre prodotti riciclabili o processi produttivi a basso impatto, ma bisogna anche offrire modelli di spedizione ecologici che completino la linea ecocompatibile tenuta dal brand.

        Ma cosa significa esattamente proporre packaging green e sostenibili dal punto di vista ecologico? Dalla scelta di materiali riciclabili al ripensamento degli imballi, ecco come ridurre l’impatto delle spedizioni sul pianeta e contribuire davvero a un mondo più green con il tuo negozio o con il tuo store online.

        Packaging ecosostenibile: cos’è e che vantaggi comporta ?

        Sotto il cappello degli imballaggi ecosostenibili vengono ricompresi tutti quei packaging che cercano di non contribuire all’impatto negativo sull’ecosistema ma che, anzi, cercano di abbatterlo o al più di compensarlo attraverso altre azioni che possono favorire la tutela ambientale.

        Come accennato, al contrario di quanto si possa immaginare, le spedizioni hanno un ruolo chiave nell’inquinamento e contribuiscono a generare centinaia di tonnellate di CO2 che vengono immesse nell’atmosfera e causano pericolosi effetti nocivi per il pianeta e per i suoi abitanti. Aderire a politiche di sostenibilità aiuta le imprese a inserirsi in circoli virtuosi, da cui traggono loro stesse vantaggi, poiché un mondo più green è senza dubbio un obiettivo comune per tutelare il futuro comune e l’evoluzione stessa del business.

        Inoltre, fare scelte responsabili permette alle imprese di costruire un’immagine aziendale sempre più definita e solida, che attiri le fasce di pubblico interessate a tematiche green e desiderose di entrare a far parte di una vera community, cementata da valori condivisi e da decisioni quotidiane consapevoli.

        Come rendere più ecologiche le tue spedizioni?

        Una volta capito che orientarsi verso il green può condurre a concreti vantaggi lato responsabilità aziendale e lato marketing, viene il momento di capire come pianificare realmente delle procedure di imballo e spedizione che concretizzino la missione ecologica.
        Quali sono le principali strategie che puoi adottare per rendere più eco-friendly le spedizioni che partono dal tuo negozio o dal tuo e-commerce?

        Usa materiali eco-friendly per i tuoi imballi

        I materiali ecosostenibili per il packaging sono uno dei focus principali su cui concentrarsi per ripensare alle proprie scelte logistiche in maniera ecologica. E’ essenziale infatti scegliere il materiale più idoneo per confezionare i prodotti, cercando soluzioni che trovino un giusto equilibrio tra le necessità di protezione e conservazione più idonee degli oggetti che spedisci e la riduzione dell’impatto ambientale.

        Sono oggi numerosi i materiali tra cui scegliere per imballi green. Tra i più tradizionali ci sono senza dubbio la carta e il cartone, che sempre più aziende stanno inserendo nei loro imballaggi, sostituendoli a involucri di plastica decisamente poco verdi e scarsamente riciclabili. La carta invece è di derivazione naturale, facilmente biodegradabile e si presta a subire efficaci e numerosi processi di riciclo e riuso.

        Le bioplastiche sono un’altra delle grandi rivoluzioni che seguono i principi green. Si tratta di un materiale di origine naturale, solitamente ottenuto non da derivati del petrolio, ma da materie prime rinnovabili come grano, mais, canna da zucchero, patate dolci, alghe oppure oli vegetali.

        Ci sono poi anche i packaging ottenuti dagli scarti vegetali, come quelli dei legumi ad esempio, che sono tra l’altro particolarmente idonei per il contatto con i prodotti alimentari. Esistono poi anche la polpa di cellulosa e gli innovativi packaging idrosolubili, realizzati con composti polivinilici biodegradabili, che si dissolvono in acqua in pochi secondi.

        Insomma, la scelta dei packaging bio è decisamente ampia e se vuoi scegliere di avere un’impronta green puoi trovare senza dubbio la soluzione più adatta al tuo comparto e alle caratteristiche della tua offerta.

        Raggruppa più prodotti in ogni spedizione

        A impattare sulla compatibilità ambientale delle spedizioni non è solo la loro qualità, ma anche la loro quantità a essere decisiva. Ideare procedure eco-friendly per la logistica, ma trascurare i dettagli organizzativi sarebbe un passo non completo verso una vera scelta green.

        Una delle strategie più utilizzate da chi desidera avere una filiera di consegne realmente ecologica è quella di cercare di raggruppare il più possibile le spedizioni, proponendo ai clienti offerte multiprodotto o confezioni multiple degli oggetti presenti a catalogo, con un duplice effetto: un risparmio sulla quantità per il consumatore e un risparmio di emissioni nocive nell’aria. La platea di clienti interessati alle tematiche green generalmente apprezza queste scelte e non le trova scomode, perché è più propenso a pianificare i suoi acquisti con cura o a effettuare ordini condivisi con amici, parenti o gruppi di persone accomunate dagli stessi valori.

        Il green packaging insomma può essere davvero un modo per rafforzare la relazione tra l’azienda e la sua audience, costruendo il rapporto su un set di principi comuni e solidi.

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        Ritira i vuoti e riutilizzali

        “Reduce, reuse, recycle” è uno dei motti più diffusi tra chi ha a cuore i temi ambientali. Il concetto di riuso è proprio uno dei principali e può essere perseguito mettendo in atto, in accordo con i clienti, una semplice regola: le confezioni in cui sono imballati i prodotti, quando possibile, devono essere riconsegnate all’azienda, per essere pulite, sterilizzati e utilizzate per un altro imballo e un’altra spedizione.

        Ad esempio, chi produce prodotti alimentari o cosmetici in bottiglie di vetro può chiedere ai suoi clienti di restituire i contenuti una volta che il prodotto è terminato, sfruttando eventualmente anche alcune app o sistemi logistici appositamente dedicati a questo scopo, che ormai sono sempre più diffusi. Le eventuali imperfezioni dei contenitori non saranno un problema, ma un plus che potrà essere apprezzato da chi ama il vivere green.

        Pensa le tue confezioni in modo smart

        Una semplice confezione può diventare un vero imballaggio ecosostenibile in moltissimi modi. Oltre a selezionare solamente materiali riciclabili, accorpare le spedizioni e renderle funzionali al trasporto di molteplici prodotti in un solo viaggio, potresti anche pensare di rendere i tuoi packaging davvero smart e originali, oltre che assolutamente green.

        Ad esempio, potresti evitare di stampare fogli di istruzioni, bolle, garanzie e documenti utili per il cliente su fogli di carta, che rappresenterebbero un inutile spreco di questa risorsa preziosa, e optare per altre soluzioni creative o tecnologiche. Se la tua confezione o consente, stampa direttamente sulle sue pareti le informazioni più utili da dare al cliente in modo che le possa trovare subito a portata di mano. Oppure invia i documenti di spedizione, le fatture, gli scontrini o qualsiasi altro documento necessario solamente via email, via SMS o via Whatsapp: una mossa funzionale, pratica e, al contempo, eco-friendly.

        Se i prodotti che offri possono essere messi sottovuoto, prova a ridurre gli imballi sigillandoli in quel modo, in modo che i tuoi pacchi siano più piccoli e sia quindi necessario meno spazio sui mezzi di trasporto (e quindi meno viaggi) per farli arrivare a destinazione.

         

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          le Linee Guida sull'etichettatura degli imballaggi

          Le Linee Guida sull’etichettatura degli imballaggi

          Le Linee Guida sull’etichettatura degli imballaggi?

          Le Linee Guida sull’etichettatura degli imballaggi? CNAe CONAI  vi informano che il Ministro della Transizione Ecologica ha adottato con decreto di natura non regolamentare, le Linee Guida sull’etichettatura degli imballaggi ai sensi dell’art. 219, comma 5 del D.Lgs. 152/2006 e ss.mm.

          Il testo è stato elaborato alla luce delle linee guida proposte dal Consorzio nazionale Imballaggi (CONAI), con il fine di supportare le imprese mettendo a disposizione misure operative e gestionali per rispondere all’obbligo legale. Nello specifico il testo riguarda i riferimenti normativi dell’obbligo, i contenuti dell’etichettatura e le varie casistiche, le modalità di costruzione dell’etichetta, etc.

          Le linee guida

          In proposito è necessario precisare che tali Linee Guida non possono ancora essere considerate operative poiché il decreto di attuazione non è ancora vigente. Questo perché  richiede una procedura di notifica alla Commissione Europea per la necessaria fase di esame. Il decreto è stato già notificato alla Commissione Europea ma l’iter non si è concluso. Pertanto bisogna attendere la fase di effettiva pubblicazione ed attuazione definitiva. Pap 20, Pap 21 e altri simboli devono essere ancora ben assimilati sia dai produttori che dai consumatori. C’è anche il problema degli imballi neutro dove la stampa dei loghi comporterebbero costi aggiuntivi.

          La versione attuale del decreto potrà essere aggiornata o modificata periodicamente, alla luce di nuove disposizioni di legge (Nazionali e/o Comunitarie), nonché di nuove specifiche indicazioni, semplificazioni tecniche e modalità applicative dell’etichettatura, derivanti da successive consultazioni e confronti con le Associazioni di imprese.

          Con l’occasione vi ricordiamo le recenti modifiche intervenute sugli obblighi di etichettatura degli imballaggi e, nello specifico, la Legge di conversione del decreto Milleproroghe prevede la sospensione dell’obbligo di etichettatura ambientale degli imballaggi fino al 31 dicembre 2022, nonché la possibilità per gli operatori del settore di commercializzare i prodotti privi dei nuovi requisiti di etichettatura ambientale già immessi in commercio o già provvisti di etichetta al 1° gennaio 2023, fino a esaurimento scorte. le Linee Guida sull’etichettatura degli imballaggi per ora quindi non sono ancora chiare.

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            carta del riciclo FAVINI

            Le carte del riciclo. Favini crush.

            Le carte del riciclo. Tutto ciò che a noi sembra rifiuto, cosa da buttar via può invece diventare qualcosa di prezioso.
            È di fatto quello che accade con il riciclo e quello che ha messo in atto Favini con la gamma di carte ecologiche Crush.

            È possibile ottenere una carta favolosa, di pregio, bella e gradevole al tatto riutilizzando rifiuti e scarti destinati alla discarica?

            La Cartiera Favini ci è riuscita. I residui di olive, caffè , agrumi, uva, ciliegie, lavanda, mais, kiwi, nocciole e mandorle sono le materie prime naturali che, salvate dalla discarica, vengono utilizzate per la produzione di queste esclusive carte dall’aspetto tattile originale.

            Questi rifiuti vanno a sostituire fino al 14% della cellulosa proveniente dagli alberi. Una bella notizia per l’ambiente in un’epoca in cui la tradizionale produzione di carta influisce pesantemente sulle risorse forestali e sulla crescente scarsità delle riserve naturali.

            Insieme a questa percentuale di residui agro-alimentari la gamma di carte Crush contiene fin al 40% di fibra riciclata da carta post-consumo prodotta con EKOenergia da fonti rinnovabili (idroelettriche).

             

            crush è l’anima Favini

            La creazione e lo sviluppo della nuova gamma ecologica è la naturale evoluzione dell’esperienza acquisita da FAVINI con la produzione di Shiro Alga Carta, la carta brevettata Favini prodotta con le alghe in eccesso degli ambienti lagunari a rischi, di ispirazione Nipponica.

            “Avevamo già creato in passato una carta ecologica, la Shiro Alga Carta, riutilizzando residui organici. Alghe in esubero provenienti dalla laguna di Venezia vennero trattate ed aggiunte alla carta in sostituzione di cellulosa di albero invece di essere smaltite in discarica. Abbiamo pensato: se l’abbiamo fatto una volta, possiamo farlo ancora.”

             

            Basso, bassissimo impatto ambientale

            La carta ecologica CRUSH contiene, all’interno della sua formulazione, componenti a basso impatto ambientale, sia in termini di prodotto che di energia. Utilizzando scarti agro-industriali e il 100% energia verde infatti, la carbon footprint è ridotta del 20%.

            Azzerare totalmente le emissioni residue non evitabili aumentando così il valore del prodotto e il proprio livello di Corporate Climate Responsibility, Favini ha deciso di compensarle con Carbon Credit acquisiti per finanziare attività volte a migliorare l’ambiente in grado di assorbire la CO2 nell’atmosfera.

            Per neutralizzare la Carbon Footprint di Crush generata nel 2018 ad esempio, Favini ha preso parte a un progetto (Gold Standard promosso da WWF) di produzione di energia elettrica da eolico in Turchia.

             

            La gamma di carte Crush

            La carta Favini Crush è una gamma di carte molto piacevoli al tatto, che si prestano a qualsiasi tipo di utilizzo come packaging di lusso, cataloghi, cartellini, inviti ed etichette.

            Ci sono voluti quasi due anni per sviluppare, testare, brevettare e produrre la gamma di carte Crush.  L’intero processo produttivo prevede che gli scarti vengano purificati, micronizzati e miscelati con cellulosa vergine e fibre riciclate post consumo certificate FSC. Il tutto utilizzando elettricità idroelettrica autoprodotta.

            La Favini Crush Mais e Agrumi sono disponibili nelle grammature: 100, 120, 250, 350

            Favini Crush Uva è disponibile nelle grammature: 90, 100, 120, 250, 350
            Favini Crush Kiwi, Oliva, Mandorla, Nocciola, Lavanda, Ciliegia e Caffè sono disponibili nelle grammature: 120, 250, 350

            La nostra azienda per la produzione usa solo energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili al 100%.

            Possiamo realizzare packaging con questo materiale al fine di dare un prodotto altamente ecologico ed ecocompatibile. Le grammature più leggere invece le possiamo usare per cards, biglietti da visita, carta intestata, cartellette..

             

            Possiamo aiutarti a realizzare il tuo progetto grafico?

            Contattaci !!

             

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              Scatole personalizzate per toner rigenerati

              Scatole personalizzate per toner rigenerati: perché fanno la differenza

              Hai un azienda o un negozio che vende toner rigenerati e vuoi distinguerti dalla concorrenza? Le scatole personalizzate per toner rigenerati sono lo strumento più efficace per valorizzare il tuo prodotto, trasmettere professionalità e aumentare la fidelizzazione dei tuoi clienti. In Arti Grafiche 3G, litocartotecnica storica alle porte di Milano, realizziamo packaging su misura pensato appositamente per chi opera nel settore del toner rigenerato.

              Il mercato dei toner rigenerati è in crescita: sei pronto a cogliere l’opportunità?

              Negli ultimi anni il mercato dei toner rigenerati ha registrato una crescita costante, trainata da due fattori fondamentali: la crescente sensibilità ambientale dei consumatori e la necessità delle aziende di riciclare e riutilizzare i materiali per ridurre i costi operativi. Riciclare le cartucce significa meno rifiuti elettronici, meno materie prime estratte e un risparmio concreto per chi acquista.

              In un mercato così dinamico e competitivo, emergere non è semplice. Prodotti simili per qualità si moltiplicano sugli scaffali fisici e digitali, e spesso ciò che fa la differenza non è solo la performance del toner, ma la prima impressione che il packaging trasmette. Ed è esattamente qui che entrano in gioco le scatole personalizzate per toner rigenerati.

              Perché il packaging è fondamentale per i toner rigenerati

              Molti rivenditori di toner rigenerati commettono ancora oggi un errore strategico: spedire i propri prodotti in scatole neutre, bianche, anonime, con poche scritte e nessun elemento grafico distintivo. Una scelta che, apparentemente, sembra far risparmiare qualche centesimo per unità, ma che in realtà ha un costo nascosto molto più alto: la perdita di credibilità agli occhi del cliente.

              Quando un cliente riceve il tuo toner rigenerato in una scatola grigia e anonima, il messaggio inconscio che percepisce è quello di un prodotto di seconda scelta, poco curato, poco affidabile. Al contrario, una confezione personalizzata con il tuo logo, i tuoi colori e un design professionale comunica qualità, attenzione al dettaglio e rispetto per chi sta dall’altra parte. Il risultato? Più fiducia, più riacquisti, più passaparola positivo.

              Come sono fatte le nostre scatole per toner rigenerati

              In Arti Grafiche 3G produciamo scatole personalizzate per toner rigenerati in cartone microonda accoppiato, un materiale che garantisce resistenza meccanica, protezione ottimale durante il trasporto e spedizione, e un’ottima resa di stampa. Si tratta del materiale ideale per un prodotto come il toner, che richiede contenimento sicuro e una presentazione visiva curata.

              Le caratteristiche principali delle nostre scatole:

              • Fustelle standard già disponibili per le misure più comuni dei toner, così da ridurre i costi di attrezzaggio e renderle accessibili anche per tirature medie.
              • Stampa su tutte le pareti della scatola: logo, grafica, colori aziendali, descrizione del prodotto, codici, istruzioni — tutto ciò che serve per comunicare il tuo brand.
              • Personalizzazione grafica completa: il tuo ufficio marketing o il nostro team grafico può sviluppare il layout ideale per ogni formato di toner.
              • Qualità di stampa litografica: colori nitidi, contrasto elevato e definizione professionale che valorizzano ogni dettaglio della tua brand identity. Possibilità di plastificare in lucido o in opaco, anche antigraffio, la tua scatola per renderla cool e resistente nel tempo. Poi non ti preoccupare in quanto le nostre plastificazioni sono comunque ecologiche e riciclabili nella carta!

              Scatole personalizzate per toner rigenerati: un investimento, non un costo

              Uno degli ostacoli più comuni che le aziende ci portano quando si tratta di packaging personalizzato è il costo. È comprensibile: in un settore dove i margini sono spesso ridotti, ogni centesimo conta. Ma è importante ragionare in termini di ritorno sull’investimento.

              Una confezione personalizzata e professionale ti permette di:

              • Aumentare il valore percepito del prodotto, potendo giustificare un prezzo di vendita più alto rispetto ai competitor che usano packaging neutro.
              • Rafforzare il riconoscimento del brand: ogni scatola consegnata è un touchpoint con il cliente, un’opportunità di essere ricordato.
              • Ridurre i resi e le lamentele: un packaging robusto protegge meglio il prodotto durante la spedizione, abbassando il tasso di danni.
              • Stimolare il riacquisto: un’esperienza di unboxing positiva porta il cliente a tornare da te la volta successiva.

              Grazie alle fustelle già disponibili nel nostro stabilimento, riusciamo a contenere i costi fissi di attrezzaggio e a offrire scatole personalizzate per toner rigenerati a prezzi competitivi, anche per quantitativi non eccessivamente elevati.

              Chi siamo: Arti Grafiche 3G

              Arti Grafiche 3G è una litocartotecnica con decenni di esperienza, situata alle porte di Milano. Lavoriamo con aziende di tutta Italia che ci scelgono per la qualità della stampa, la precisione nella realizzazione degli imballaggi e la capacità di trovare soluzioni su misura per ogni esigenza produttiva.

              Il nostro reparto commerciale è a tua disposizione per analizzare le misure dei tuoi toner, studiare la soluzione di packaging più adatta e fornirti un preventivo chiaro e dettagliato. Collaboriamo sia con piccole realtà che con aziende strutturate, con la stessa attenzione e professionalità.

              Inizia oggi: richiedi un preventivo senza impegno

              Se vuoi smettere di spedire i tuoi toner rigenerati in scatole anonime e iniziare a presentare il tuo prodotto con la cura che merita, siamo pronti ad aiutarti. Le scatole personalizzate per toner rigenerati di Arti Grafiche 3G sono la soluzione concreta per chi vuole fare un salto di qualità nel proprio packaging senza stravolgere il budget.

              Contattaci oggi stesso: ti risponderemo rapidamente con una consulenza gratuita e un preventivo su misura per le tue esigenze.

              Contattaci per un preventivo gratuito

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                Obbligatorio da novembre 2010

                Il packaging ecosostenibile – Milano

                Il packaging ecosostenibile è diventato una esigenza per tutti i clienti.

                Il problema dell’inquinamento ambientale e dello smaltimento dei rifiuti è sempre più  dibattuto. Pertanto, grazie anche al risveglio della coscienza ambientale nelle grandi aziende, ma soprattutto nei consumatori, l’esigenza di cambiare il modo in cui confezioniamo o spediamo i nostri prodotti.

                Diverse iniziative sono state prese per risolvere il problema degli imballaggi monouso: sia a livello governativo, come ad esempio il bando alla plastica monouso approvato dall’Unione Europea nel 2018, sia individualmente dalle singole aziende. Tra queste ultime figurano anche grandi colossi come McDonalds, il quale ha annunciato che entro il 2025 tutti i suoi packaging saranno ecosostenibili e proverranno da risorse rinnovabili, riciclate o certificate.

                È in questa visione che si colloca la visione delle ultime generazioni, che sempre di più sostiene quei marchi che sono responsabili tanto a livello sociale quanto ambientale. Si sta dimostrando finalmente con prove e dati concreti che il passaggio al packaging ecosostenibile, da molti considerato una tendenza o una moda passeggera, si è rivelato una realtà.

                Ma di cosa parliamo esattamente quando ci riferiamo al packaging ecosostenibile e in che modo ci può aiutare con a sostenere la causa ambientalista? Quali sono i materiali, i costi e i benefici che un’azienda può trarre dall’uso di scatole e imballaggi che non abbiano un forte impatto ambientale?

                In questo articolo scopriremo alcuni punti fondamentali del packaging ecosostenibile, tra cui:

                • Cosa è il packaging ecosostenibile e perché è importante
                • Che materiali vengono usati per questo tipo di imballaggio e qual è la differenza con gli imballaggi tradizionali
                • Come sfruttare al meglio il concetto di ecosostenibilità per le tue campagne di marketing

                IL Packaging ecosostenibile: cos’è e per cosa si usa

                Il packaging ecosostenibile è quel tipo di imballaggio che a lungo termine non crea un forte impatto ambientale, o che aiuta in qualche modo a ridurlo.

                Questo può avvenire principalmente in quattro modi:

                1. Attraverso l’utilizzo di materiali riciclati al 100% o di materie prime
                2. Riducendo l’uso di catene logistiche e di produzione. Questo riduce l’impatto ambientale, perché diffonde meno anidride carbonica nell’atmosfera. Gli oggetti non vengono più concepiti come usa e getta, bensì viene fatto in modo che si possano riutilizzare molte volte. La vita del prodotto e del suo imballaggio dura molto di più
                3. Studiando tipologie di packaging che consentano un minor volume di stoccaggio migliorando il trasporto.
                4.  prodotti ecosostenibili sono dei prodotti, quindi, che non devono causare danno all’ambiente, ma essere allo stesso tempo etici e avere un prezzo giusto per riuscire a contrastare il prezzo dei packaging monouso.

                   

                  Molte volte capita di vedere dei prodotti etichettati come ‘green’ o ecosostenibili che però, purtroppo, non sempre lo sono. Se sei un venditore alle prime armi e stai ordinando i tuoi primi imballaggi, potrebbe esserti utile farti alcune domande sulla loro effettiva sostenibilità.

                  Se hai ancora delle domande, sul web ci sono tante risorse che ti possono aiutare a capire i simboli distintivi degli packaging ecologici, come interpretarli e come usarli.

                  L’importanza di  usare un packaging ecosostenibile

                   

                  Un’azienda che non rispetta l’ambiente lo danneggia, e questa dovrebbe essere una ragione sufficiente per cominciare ad utilizzare dei packaging ecosostenibili. Ma il danno non è l’unica conseguenza negativa che può avere. Un’azienda che non usa scatole ed packaging ecologici si fa una pessima pubblicità, proprio davanti agli occhi dei consumatori che cerca di conquistare.

                  Basta guardare la cattiva pubblicità che si è fatta Amazon nel corso del tempo a causa dell’eccessivo utilizzo di imballaggi ingombranti e materiali riempitivi, spesso per le spedizioni di piccoli prodotti. Moltissime, infatti, sono state le critiche nei confronti del colosso americano e della sua poca attenzione al tema dell’ecosostenibilità.

                  Se anni fa i potenziali clienti non si preoccupavano delle confezioni dei loro acquisti, adesso prestano sempre più attenzione all’imballaggio. Con la crescente consapevolezza della necessità di un basso impatto ambientale, i consumatori non vogliono più comprare prodotti da un marchio che non sia ecosostenibile.

                   

                  L’uso del packaging ecosostenibile diventa quindi una necessità per tutti:

                  • ai consumatori, che vogliono acquistare solo da marchi che rispecchino i loro valori e che propongano confezioni ecosostenibili;
                  • per le grandi aziende, per migliorare la propria immagine e utilizzarla come un’opportunità di branding;
                  •  le piccole e medie aziende, per farsi pubblicità sostenendo la causa ambientale.

                  L’uso del packaging sostenibile non è più una prerogativa di quei marchi che vogliono distinguersi dalla massa per puntare a una cerchia ristretta di consumatori, ma diventa piuttosto un’iniziativa condivisa da tutti i tipi di imprese. Soprattutto, l’uso di un packaging ecologico non è più necessariamente una scelta che comporta la spesa di grandi somme di denaro, ma può essere adottata anche da chi ha risorse limitate.

                  Basta farsi consigliare bene.

                   

                  Materiali utilizzati per i packaging ecosostenibili

                  Il materiale principale di un packaging ecosostenibile è senza dubbio, nell’immaginario collettivo, anche il più grezzo: il cartone.

                  Il cartone è una soluzione d’imballaggio sempre conveniente. È utile, economico, resistente, etico, organico e soprattutto sostenibile. È estremamente forte e può essere prodotto nella misura che più si preferisce. Può avere pareti con due o tre strati e, se assemblato correttamente, può contenere una grande quantità di peso. È perfetto per tutti i tipi di spedizioni.

                  Inoltre, se non è già fatto di materiale riciclato, è comunque biodegradabile all’80%.

                  Questo lo rende il materiale da imballaggio più utilizzato da qualsiasi azienda, tanto per spedizioni quanto per la conservazione di prodotti.

                   

                  Packaging ecosostenibile.

                  Se è vero che riutilizzare una scatola diventa un ottimo mezzo pubblicitario quando il cliente ha già acquistato il tuo prodotto, allora è indubbio che l’ecosostenibilità può aiutarti notevolmente quando i consumatori non l’hanno ancora comprato. In che modo?.

                  Anche se il tuo consumatore non è un attivista nel campo della protezione ambientale, nel momento in cui si trova con il tuo prodotto e quello della concorrenza tra le mani, starà inconsciamente cercando un tratto distintivo che gli permetta di scegliere un prodotto o l’altro. Se vedrà la parte del tuo imballaggio in cui si illustra che il materiale è riciclato al 100% e non esisterà più tra soli 15 anni (senza il rilascio di tossine dannose), allora non avrà più dubbi e sceglierà il tuo prodotto.

                   L’ecosostenibilità del tuo imballaggio può fare la differenza nelle scelte d’acquisto dei tuoi clienti e potenziali clienti. Se è così facile passare a degli imballaggi ecologici, che fanno bene all’ambiente e alle tue tasche, perché aspettare ancora?

                  I passi necessari per ordinare i tuoi imballaggi ecosostenibili

                  1. Non c’è bisogno di investire grandi capitali. Anzi, è consigliabile cominciare con piccoli ordini per sondare il terreno, anche con chi  pezzi. Se ti piace, puoi procedere a ordini più grandi e cambiare in un secondo momento la tua intera linea di imballaggi.
                  2. Fai piccoli cambiamenti. Se hai recentemente cambiato il logo, testa prima come reagisce il mercato, e poi puoi ordinare i tuoi nuovi imballaggi ecosostenibili. Sarebbe bene anche adattare i prezzi alla nuova linea.
                  3. Se hai fatto il grande passo di ordinare degli imballaggi ecologici, dillo a tutti! Informa della novità con la tua newsletter o campagna di marketing, scrivilo sulla scatola stessa, inseriscilo nel tuo motto, se ne hai uno. I tuoi clienti devono sapere che stanno acquistando da un marchio ecologico, quindi non aver paura di vantartene.

                  Il tuo fornitore di scatole di cartone ed altri imballaggi ecologici

                  Arti Grafiche 3G ti propone un’ampia gamma di packaging ecosostenibili, che si adattano ad ogni tua esigenza. Tutti i nostri prodotti di cartone sono fatti di un cartone riciclato minimo all’81%. Le nostre scatole sono prodotti che stanno avendo una seconda vita, per questo motivo possiamo vantarci di avere quell’approccio ecologico che la maggior parte dei nostri clienti cerca. Se stai cercando un fornitore di packaging ecosostenibile, dai un’occhiata alle nostre scatole di cartone personalizzabili.

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                  Obbligatorio da novembre 2010

                  Il packaging in cartone è sostenibile

                  Il packaging aiuta a definire la percezione della sostenibilità di un prodotto

                  Il packaging in cartone è sostenibile

                  Forse nel 2021 si capiranno, quali tendenze indotte dalla pandemia si radicheranno in modo strutturale nella società italiana. Ma alcuni segnali dicono che l’attenzione alla sostenibilità non è stata intaccata dall’emergenza sanitaria.

                  Infatti nel corso del 2020, il 33% degli italiani ha alzato la soglia di attenzione verso la sostenibilità.

                  Questo è quanto emerge dall’Osservatorio packaging di Nomisma.

                  Infatti il packaging si conferma un attributo in grado di definire la percezione della sostenibilità di un prodotto.

                  Una definizione che, per il 47%, corrisponde anche alla principale funzione dell’imballaggio. I più tradizionali e fondamentali compiti di conservazione (66%) e protezione organolettica (60%).

                  Le caratteristiche del packaging 

                  Ma gli grandi aspetti che, secondo i consumatori, contribuiscono a definire la sostenibilità di un prodotto alimentare sono quattro.
                  Il primo – con un peso del 34% – concerne i metodi di produzione.

                  Seguiti, appunto, dalle caratteristiche del packaging, dai temi della filiera e dell’origine delle materie prime (22%)  infine  dalla responsabilità etica e sociale (13%).

                  Pertanto dall’Osservatorio emerge che un un pack non sostenibile, non solo rappresenta un motivo di abbandono.

                  Ma negli ultimi 6 mesi il 14% dei cosumatori ha smesso di acquistare prodotti dotati di una confezione priva di elementi di sostenibilità.

                  In effetti tra le caratteristiche richieste a un imballaggio green ci sono l’assenza di overpackaging (55%), la riciclabilità (43%), la presenza di materie prime derivanti da fonti rinnovabili, o a ridotte emissioni di CO2 (43%).

                  Perché progettare sostenibile conviene?

                  Per questo il packaging sostenibile è un imballaggio concepito in modo da creare il minor impatto ambientale possibile. Al contempo svolge al meglio le sue funzioni di protezione e informazione.
                  Perciò l’imballaggio è sostenibile quando il consumatore può di effettuare una corretta raccolta differenziata senza difficoltà ed incertezze.

                  Questo grazie ad una progettazione attenta alla riciclabilità del packaging.

                  Comieco supporta la progettazione del packaging sostenibile mettendo a disposizione delle imprese strumenti per l’ecodesign per aiutarle a rispondere alle richieste dei consumatori.

                  1.Packaging design per principianti – Strumenti base per imballaggi in carta e cartone

                  2.Linee Guida e Checklist per il corretto uso del packaging per l’e-commerce ai fini della sostenibilità ambientale

                  3.Linee Guida per la facilitazione del riciclo degli imballaggi cellulosici

                  4.Le Linee Guida CONAI sull’etichettatura ambientale degli imballaggi

                  Il packaging in cartone è sostenibile

                  Il packaging è infatti oggi un elemento in grado di qualificare e definire la sostenibilità di un prodotto.

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