L’unica forma scritta esatta da poter usare è“riciclare”. Questa forma è ufficializzata nella lingua italiana dal 1959, anno in cui è stata attestata.
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Carta e cartone sono i cardini del PNRR e dell’economia circolare. Lo afferma il Piano nazionale di ripresa e resilienza ( il Pnrr) a cui ormai tutti i settori dell’economia fanno affidamento. Ilsettore è giustamente ritenuto strategico è il frutto di un lungo lavoro sul terreno concreto del riciclo e della difesa dell’ambiente. Tutti gli sforzi negli ultimi decenni finalmente hanno avuto un risultato di rilievo a livello governativo.
Carta e cartone sono i cardini del PNRR e dell’economia circolare
Infatti le risorse assegnate ammontano a 150 milioni di euro e rappresentano una grande opportunità per migliorare ulteriormente l’elevato livello di circolarità della filiera. Nel comparto dell’imballaggio ha già superato gli obiettivi europei previsti per il 2030 (il tasso di riciclo degli imballaggi cellulosici sia nel 2020 sia nel 2021 ha superato l’85%, ovvero il target dell’Unione Europea) D’altronde , si tratta di una realtà consolidata: nel 2021 sono state raccolte e avviate a riciclo oltre 3,5 milioni di tonnellate di carta e cartone. Grazie all’impegno dei cittadini e all’efficienza del segmento cartario tutelato e garantito da Comieco. È interessante notare che le persone stanno apprezzando la sempre maggiore diffusione della raccolta differenziata, un’abitudine ormai consolidata per le aziende, le famiglie e la collettività intesa anche come amministrazione pubblica. Un segnale forte e chiaro, come detto, di consapevolezza culturale e della necessità di un rapporto diverso con le abitudini di consumo e la tutela dell’ambiente.
È quindi evidente che il Pnrr rappresenta l’opportunità per rafforzare ulteriormente l’attività di riciclo della filiera cartaria. Un tessuto economico e produttivo che investe, innova, fa ricerca. E che ha presentato una serie di idee e progettualità tradotte in concreto, ammesse nella proposta di graduatoria per i finanziamenti previsti. I progetti selezionati sono 75 e oltre il 40% fra loro riguarda l’area centro-sud del Paese: per la precisione 32 interessano il Sud, 18 il Centro e 25 il Nord; la maggior parte – più del 50% – è stata presentata da impianti di gestione dei rifiuti, circa il 30% dei progetti invece è stato proposto da cartiere e cartotecniche. Il tutto in linea con l’obiettivo del Piano nazionale di ripresa e resilienza che ha destinato il 60% delle risorse all’area meridionale dell’Italia per dare ulteriore impulso di crescita anche dal punto di vista degli impianti e quindi con una impronta infrastrutturale che non può che essere utile.
I temi, tra l’altro, saranno oggetto di approfondimento ad Ecomondo, la fiera per la transizione ecologica che si svolgerò dall’8 all’11 novembre a Rimini. .
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La crisi energetica sta mandando in crisi anche il modello di produzione ecologico e sostenibile?
L’economia circolare si basa maggiormente sull’industria del riciclo rappresentata, nel caso dei materiali cellulosici, impianti di riciclo e recupero, da cartiere produttori di nuovi imballaggi. La continua ascesa del prezzo all’ingrosso del gas, l’incertezza sui contratti di fornitura e i livelli raggiunti dai costi energetici stanno mettendo in ginocchio la produzione industriale italiana fra cui la filiera della carta, un settore essenziale che si vede oggi a rischio di rallentare o fermare la produzione, con ripercussioni non solamente economiche ma anche ambientali.
Nel 2021, le cartiere italiane hanno utilizzato circa 6 milioni di carta da riciclare garantendo all’Italia il secondo posto in Europa dopo la Germania come Paese “riciclone”. La sola carta proveniente dalla raccolta differenziata dei Comuni supera i 3,6 milioni di tonnellate e rappresenta circa il 20% del totale della raccolta differenziata nazionale.
Nel caso di un fermo impianti delle cartiere, ogni giorno circa 10.000 tonnellate di carta non sarebbero riciclate, i costi di gestione delle raccolte differenziate aumenterebbero e in particolare si rischierebbe di distruggere una risorsa preziosa. Senza dimenticare che l’eventuale ricorso alla discarica comporterebbe un costo medio mensile di circa 60 milioni di euro.
In aggiunta , per il secondo anno consecutivo, l’Italia ha centrato in anticipo l’obiettivo UE per il riciclo degli imballaggi cellulosici fissato all’85% entro il 2030, ottenendo un risparmio di emissioni di CO2 nell’atmosfera pari a circa 3,5 milioni di tonnellate rispetto all’uso di materia prima vergine.
La filiera della carta e cartone riciclati è uno dei fiori all’occhiello dell’economia circolare italiana e anche per questo, in una situazione “emergenziale” come quella attuale, è necessario fornire al più presto garanzia all’approvvigionamento di gas e un sostegno alla copertura del costo in modo che la filiera possa riprendere una produzione a regime, in grado di garantire il ritiro della carta proveniente dalla raccolta differenziata.
Uno stop della produzione di imballaggi ha sicuramente ripercussioni su tutta la filiera del commercio e sui consumi, ma può essere davvero un colpo mortale per l’economia circolare ed un arresto per la raccolta differenziata e il riciclo di carta e cartone.
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Le carte del riciclo. Tutto ciò che a noi sembra rifiuto, cosa da buttar via può invece diventare qualcosa di prezioso.
È di fatto quello che accade con il riciclo e quello che ha messo in atto Favini con la gamma di carte ecologiche Crush.
La Cartiera Favini ci è riuscita. I residui di olive, caffè , agrumi, uva, ciliegie, lavanda, mais, kiwi, nocciole e mandorle sono le materie prime naturali che, salvate dalla discarica, vengono utilizzate per la produzione di queste esclusive carte dall’aspetto tattile originale.
Questi rifiuti vanno a sostituire fino al 14% della cellulosa proveniente dagli alberi. Una bella notizia per l’ambiente in un’epoca in cui la tradizionale produzione di carta influisce pesantemente sulle risorse forestali e sulla crescente scarsità delle riserve naturali.
Insieme a questa percentuale di residui agro-alimentari la gamma di carte Crush contiene fin al 40% di fibra riciclata da carta post-consumo prodotta con EKOenergia da fonti rinnovabili (idroelettriche).
La creazione e lo sviluppo della nuova gamma ecologica è la naturale evoluzione dell’esperienza acquisita da FAVINI con la produzione di Shiro Alga Carta, la carta brevettata Favini prodotta con le alghe in eccesso degli ambienti lagunari a rischi, di ispirazione Nipponica.
La carta ecologica CRUSH contiene, all’interno della sua formulazione, componenti a basso impatto ambientale, sia in termini di prodotto che di energia. Utilizzando scarti agro-industriali e il 100% energia verde infatti, la carbon footprint è ridotta del 20%.
Azzerare totalmente le emissioni residue non evitabili aumentando così il valore del prodotto e il proprio livello di Corporate Climate Responsibility, Favini ha deciso di compensarle con Carbon Credit acquisiti per finanziare attività volte a migliorare l’ambiente in grado di assorbire la CO2 nell’atmosfera.
Per neutralizzare la Carbon Footprint di Crush generata nel 2018 ad esempio, Favini ha preso parte a un progetto (Gold Standard promosso da WWF) di produzione di energia elettrica da eolico in Turchia.
La carta Favini Crush è una gamma di carte molto piacevoli al tatto, che si prestano a qualsiasi tipo di utilizzo come packaging di lusso, cataloghi, cartellini, inviti ed etichette.
Ci sono voluti quasi due anni per sviluppare, testare, brevettare e produrre la gamma di carte Crush. L’intero processo produttivo prevede che gli scarti vengano purificati, micronizzati e miscelati con cellulosa vergine e fibre riciclate post consumo certificate FSC. Il tutto utilizzando elettricità idroelettrica autoprodotta.
La Favini Crush Mais e Agrumi sono disponibili nelle grammature: 100, 120, 250, 350
Favini Crush Uva è disponibile nelle grammature: 90, 100, 120, 250, 350
Favini Crush Kiwi, Oliva, Mandorla, Nocciola, Lavanda, Ciliegia e Caffè sono disponibili nelle grammature: 120, 250, 350
La nostra azienda per la produzione usa solo energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili al 100%.
Possiamo realizzare packaging con questo materiale al fine di dare un prodotto altamente ecologico ed ecocompatibile. Le grammature più leggere invece le possiamo usare per cards, biglietti da visita, carta intestata, cartellette..
Possiamo aiutarti a realizzare il tuo progetto grafico?
Il packaging in cartone è il preferito dagli italiani. Ordina ora! Il 97% degli italiani ha fatto acquisti online nell’ultimo anno. E il packaging? Per i nostri concittadini (84%) deve essere in carta e cartone, perché più sostenibile. La raccolta differenziata è un’abitudine ormai quotidiana e sempre più consolidata, ma alcuni nutrono ancora dubbi sul corretto smaltimento di scatole e altre carte e cartoni. Per questo motivo Comieco ricorda alcuni semplici suggerimenti per evitare errori.
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E-commerce: una modalità d’acquisto in crescita
Il 2020 verrà ricordato per la pandemia che ha cambiato le nostre abitudini, le relazioni ma anche i consumi, vocati principalmente all’e-commerce. Secondo un’indagine condotta da AstraRicerche per Comieco, il 68,2% degli intervistati nell’ultimo anno ha aumentato la frequenza di acquisto sulle piattaforme digitali. Considerando solo il periodo natalizio, gli acquisti online hanno raggiunto il 30% sul totale delle vendite, più del doppio rispetto al 2019*. Se da una parte dunque gli italiani, nonostante l’emergenza, si sono adattati a nuove modalità di acquisto, dall’altra hanno dovuto fare i conti con un numero maggiore di imballaggi, in particolare in carta e cartone, da smaltire in casa: per il 41% degli intervistati il principale effetto degli acquisti online.
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Tante abitudini sono cambiate ma fortunatamente non tutte: la raccolta differenziata rimane infatti un punto fermo, confermandosi come il sistema migliore per gestire i rifiuti, complice anche l’ impegno costante della filiera del packaging nel progettare imballaggi sempre più “sostenibili” e facili da riciclare: dall’utilizzo di monomateriale, alla produzione con fibre di recupero. Il packaging in cartone!
Secondo gli ultimi dati Cepi(Confederazione Europea dell’Industria Cartaria) nel 2020 l’Italia è l’unico Paese ad aver aumentato l’utilizzo di macero (+1%) per la produzione industriale, parte della quale destinata anche all’e-commerce. Un dato importante che dimostra l’attenzione del comparto industriale alle richieste del mercato, con una capacità di riciclo in aumento grazie anche alla recente attivazione di due nuove cartiere, ma anche dei consumatori, sempre più sensibili e attenti alla sostenibilità del packaging. Il packaging in cartone per la spedizione!
Sempre secondo i dati rilevati da AstraRicerche il 39,2% degli intervistati ha notato un miglioramento in termini di maggiore riciclabilità e minore overpackaging (30,4%) e hanno identificato la carta/cartone come materiale più sostenibile per il packaging dei prodotti acquistati online (84%).
Se è quindi vero che la raccolta differenziata di carta e cartone è un’abitudine consolidata e le relative regole sono chiare per la maggior parte degli italiani, ancora troppo spesso si commettono errori che, pur banali, compromettono il riciclo di qualità di questo materiale, generando danni a livello ambientale. Grazie a una maggiore consapevolezza e conoscenza delle regole da seguire per differenziare meglio, sarebbe dunque facile evitare di commettere sbagli.
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*(fonte: E-commerce monitor)
L’unica forma scritta esatta da poter usare è“riciclare”. Questa forma è ufficializzata nella lingua italiana dal 1959, anno in cui è stata attestata.
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A creare confusione è il fatto che in francese e in inglese la forma usata per indicare questo verbo è “recycler” e, rispettivamente, “recycle”. La vicinanza culturale, linguistica e identitaria tra il popolo francese e il popolo italiano fa il resto del gioco.
In poche parole siamo influenzati dal fatto che in francese ma soprattutto in inglese, la parola “riciclare” porti la “e” dove in italiano invece c’è la “i”. Questa dinamica riguarda non solo i nostri vicini francesi e inglesi, anche in Spagna e in Portogallo, ad esempio, viene usata la forma con la “e” in “reciclar”.
Ma la lista delle lingue europee che usano la “e” nella parola “riciclare” non finisce qua. C’è anche il tedesco, ad esempio, che con il verbo “recyceln” prende parte al grande insieme delle lingue che non usano la “i”.
In questo contesto, sostanzialmente l’italiano si trova in netta minoranza rispetto al resto dell’Europa dove perfino una lingua diversa da tutte le altre come il ceco, usa la “e” per la sua parola “recyklovat”, che vuol dire, appunto, riciclare.
Altra motivazione è il fatto che il prefisso “ri” deriva dal latino “re” e quindi il suo naturale sviluppo sarebbe stato quello di evolversi dal latino conservando la forma “re”, invece nel corso della storia si è avuta una modifica che poi è stata infine attestata nel 1959.
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