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Classificazioni degli imballaggi. Scatole personalizzate.

Classificazioni degli imballaggi, come procediamo?

L’imballaggio si è evoluto nel tempo accrescendo la propria com- plessità. I fattori che hanno permesso quest’evoluzione sono stati diversi, tra i quali gli sviluppi nel mondo della comunicazione, dei processi tecnologici e dei materiali.

Proprio i materiali hanno portato a un ampliamento delle possibilità applicative e l’espansione verso nuovi settori merceologici. In questa ottica il design, le innovazioni di prodotto e la scienza e tecnologia dei materiali hanno interagito divenendo senza ombra di dubbio causa ed effetto di cambiamenti .

Se fino a non molto tempo fa il packaging è stato maggiormente finalizzato alla funzione di protezione del contenuto da contaminazioni esterne. Attualmente l’uso di materiali funzionali e delle nuove tecnologie ha permesso la generazione di una nuova categoria di imballaggi definita come smart packaging, nella quale un materiale, un trattamento superficiale o una tecnologia permettono l’ag- giunta di funzionalità all’imballaggio.

Tipologia degli imballaggi

Classificazioni degli imballaggi. Scatole personalizzate

Prima di proseguire con la trattazione, risulta necessario distinguere le tipologie di imballaggio esistenti:

1. Imballaggio per la vendita o imballaggio primario: imballaggio a contatto con il prodotto che costituisce, nel punto di vendita, un’unità di vendita per l’utilizzatore o per il consumatore;

2. Imballaggio multiplo o imballaggio secondario: imballaggio concepito in modo da costituire, nel punto di vendita. Il raggruppamento di un certo numero di unità di vendita, indi- pendentemente dal fatto che sia venduto come tale all’utilizzatore o al consumatore, o che serva soltanto a facilitare il rifornimento degli scaffali nel punto di vendita. Esso può essere rimosso dal prodotto senza alterarne le caratteristiche;

3. Imballaggio per il trasporto o imballaggio terziario. Imballaggio pensato per facilitare la manipolazione ed il trasporto di merci, dalle materie prime ai prodotti finiti, di un certo numero di unità di vendita oppure di imballaggi multipli per evitare la loro manipolazione singola. Inoltre, l’imballaggio terziario vuole minimizzare i danni connessi al trasporto.

Alcuni esempi di imballaggi cellulosici primari sono la scatola delle scarpe, il contenitore delle uova, il sacchetto del pane e i brick dei succhi di frutta. In quanto garantiscono la protezione e il conteni- mento del bene del quale usufruirà direttamente il consumatore.

Fanno invece parte degli imballaggi secondari, la scatola con la quale arrivano i prodotti acquistati on-line, gli espositori dei supermercati e gli shopper dei negozi.

Imballaggi terziari

Infine, imballaggi terziari sono generalmente scatoloni per il trasporto utilizzati ad esempio dall’azienda produttrice al rivenditore. Questo  maniera da riunire più unità di vendita o imballaggi secondari, che possono essere utilizzati  come nel caso dei discount  come veri e propri espositori della merce.

In funzione della loro composizione 16 gli imballaggi possono essere:

  • ›  Monomateriali, se costituiti da un unico materiale;
  • ›  Multimateriali, se presentano componenti realizzate in differenti materiali che possono essere separate manualmente;
  • ›  Compositi (comunemente detti anche accoppiati o poliaccoppiati), se composti da due o più materiali non separabili manualmente.

Classificazioni degli imballaggi. Scatole personalizzate

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