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Conai, esenzione export

Conai Export

Conai, esenzione per chi esporta .

Gli imballaggi che vengono esportati (i cui rifiuti sono gestiti all’estero) escono dalle competenze CONAI e sono pertanto esenti dal Contributo Ambientale. CONAI prevede due procedure di esenzione:

  • una procedura ex-post che consiste nel documentare a consuntivo i quantitativi esportati (per singolo materiale) e richiedere il rimborso del Contributo Ambientale versato su questi quantitativi;
  • una procedura ex ante che consiste nel determinare preventivamente la quota di esportazione prevista per singolo materiale nel corso dell’anno solare ed evitare il pagamento del Contributo Ambientale su tale quota. Ai fini della determinazione del plafond di esenzione per il 2018, in alternativa alla modalità di calcolo vigente basata sulle quantità in peso (esportate/vendute complessivamente) di ogni singolo materiale, è possibile prendere come base di riferimento il rapporto percentuale dei valori in euro delle esportazioni rispetto al fatturato (rilevabile dalla dichiarazione IVA).

Per le aziende che siano contemporaneamente importatrici ed esportatrici di imballaggi/merci imballate, è prevista una procedura di compensazione import/export, alternativa alle due precedenti.

A partire dalle esportazioni di imballaggi pieni effettuate dall’1.1.2017, le aziende che hanno dichiarato al Conai il Contributo attraverso le procedure semplificate (sul valore o sulla tara delle merci importate), per un importo annuo fino a 2.000 euro, possono usufruire di una nuova procedura di rimborso del Contributo. La quota da rimborsare è determinata in funzione della percentuale del fatturato estero sul fatturato complessivo (Italia ed estero), da applicare al Contributo dichiarato nello stesso anno con le citate procedure semplificate.

Le aziende “esportatrici nette” possono usufruire di una procedura agevolata che prevede condizioni particolari di esenzione dalla dichiarazione del Contributo ambientale Conai.

Per tutti gli approfondimenti consultare la Guida_Contributo_CONAI_2019_Vol1 (Adempimenti, procedure e schemi esemplificativi) e la Guida_Contributo_CONAI_2019_Vol2 (Modulistica).

Scatole ricoperte, a marmotta.

Scatole ricoperte, a marmotta. Pregi e difetti, similitudini e differenze.

Le scatole ricoperte hanno la caratteristica di far risaltare e valorizzare il prodotto. E’ una sorta di confezione regalo che offre eleganza e robustezza al vostro prodotto.

Eleganti scatole composte dal  fondo e dal coperchio, realizzate in cartone rigido rivestite con qualsiasi tipo di carta, finta pelle raffinati velluti, tela e sete da legatoria. Gli spessori utilizzabili del cartone utilizzato vanno da 1 a 4 mm con possibilità di personalizzare anche delle parti interne.

Le scatole a marmotta sono l’evoluzione delle semplici scatole rettangolari/quadrate utilizzate da chi ama distinguersi.
Nella scatola a marmotta il coperchio ricopre l’intera base regalando l’immagine di un prodotto di classe nonostante i costi restino sostanzialmente invariati rispetto alle gemelle con coperchio più basso.

Di  recente le nuove tecnologie  ci permettono di produrle anche con spigolo vivo come quelle utilizzate da importanti marchi nel settore dell’informatica e telefonia.

Rispetto alle scatole di cartone in cartotecnica risultano più eleganti. Hanno però anche dei punti deboli: il volume (sono già montate ) e il costo.

Alla luce di tute queste informazioni possiamo consigliare al meglio il nostro cliente.

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Imballi, sostenibilità e innovazione.

La filiera cartaria in prima linea.

Imballi e sostenibilità tramite l’innovazione.

Obiettivo della ricerca, condotta dalla Scuola Universitaria Superiore Sant’Anna di Pisa, è quello di offrire una ricostruzione avente ad oggetto un bilancio complessivo dell’innovazione registratasi in Italia nel settore degli imballaggi in carta e cartone, contestualizzandone l’evoluzione rispetto agli importanti mutamenti sociali ed economici del nostro tempo, i quali inevitabilmente impongono una costante spinta verso l’individuazione di soluzioni innovative, performanti e maggiormente sostenibili.
La filiera degli imballaggi in carta e cartone investe nella ricerca e nello sviluppo di soluzioni innovative che valorizzano tutte le fasi del ciclo di vita dei prodotti; al riguardo basti pensare che l’industria cartaria italiana investe complessivamente 420 milioni di euro all’anno, equivalenti al 12% del dato europeo, pari complessivamente a 3,5 miliardi di euro annui.
In particolare, tra il 2010 e il 2015 sono stati depositati in Italia 316 nuovi brevetti per gli imballaggi in carta e cartone.
Il tema dell’innovazione si fonde strettamente con quello dell’economia circolare, trovando piena valorizzazione nel concetto di “eco-innovazione” e l’industria cartaria pare aver compreso perfettamente le potenzialità intrinseche a tale connubio.